Rimini, il Sindaco Sadegholvaad sull'attacco all'Iran: "Basta bombe, prego per il mio popolo"
Guerra in Medio Oriente: il grido del Sindaco e della comunità iraniana
Cresce la tensione in Medio Oriente dopo l’attacco missilistico sferrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. A intervenire è il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, di padre iraniano, che esprime preoccupazione per l’escalation e per i familiari rimasti nel Paese.
«Prego per il popolo iraniano, per le donne e gli uomini, per i giovani che meritano un futuro migliore», afferma il primo cittadino. E aggiunge: «Ho smesso di credere agli esportatori di democrazia e ai messaggeri di pace a colpi di bombe». Secondo Sadegholvaad, la crisi è ben più complessa delle letture semplificate che circolano, soprattutto sui social. Amara la sua riflessione finale: «Il Medio Oriente non avrà pace finché esisteranno gas e petrolio».
Intanto, sul territorio si mobilita la comunità iraniana. Giorgia Bellucci, segretaria regionale del Partito liberal-democratico, annuncia nuove iniziative a sostegno degli studenti iraniani che protestano contro il regime della Guida Suprema Ali Khamenei. Dopo le manifestazioni dei mesi scorsi in piazza Cavour e piazza Tre Martiri, è in programma un nuovo presidio.
Una giovane della comunità iraniana di Rimini, che preferisce restare anonima, conferma: «La prossima settimana scenderemo di nuovo in piazza contro il regime di Ali Khamenei e a supporto del nostro popolo oppresso dalla dittatura». Prevista anche una partecipazione a una manifestazione a Pesaro.
Alla dichiarazione del sindaco si aggiunge una presa di posizione critica di Raimondo Elli Forza Italia Rimini: se è vero che la pace non si costruisce con le bombe, c’è chi invita a non ridurre il conflitto alla sola questione energetica. L’attenzione, sottolineano, va anche alla repressione interna e alle vittime della dittatura teocratica. L’auspicio condiviso resta uno: meno morti possibili e un futuro di libertà per il popolo iraniano.
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