Rimini, il turismo congressuale vale oltre 2,1 milioni di presenze

Il dato rappresenta il 14% delle presenze alberghiere annuali della provincia. Italian Exhibition Group

01 settembre 2026 10:57
Rimini, il turismo congressuale vale oltre 2,1 milioni di presenze -
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“Oltre 2,1 milioni di presenze congressuali in un anno, pari al 14% delle presenze alberghiere annuali della provincia di Rimini. Un dato che racconta una città ormai profondamente diversa dall’immagine legata esclusivamente a spiaggia, ombrelloni e divertimento”.

A scattare la fotografia della trasformazione turistica di Rimini è Fabio De Santis, direttore della divisione Event & Conference di Italian Exhibition Group, intervenuto a The Exchange by Italian Knowledge Leaders, l’appuntamento promosso da Convention Bureau Italia che dal 31 agosto al 2 settembre riunisce a Rimini rappresentanti di associazioni scientifiche internazionali, destinazioni e operatori della meeting industry italiana.

“Quella di Rimini come città legata esclusivamente agli ombrelloni, alla spiaggia e al divertimento è un’immagine superata – sottolinea De Santis –. Nell’ultimo decennio la città è cambiata profondamente grazie a un importante processo di investimenti da parte dell’amministrazione e delle imprese, dagli interventi nel centro storico al waterfront, fino alle nuove infrastrutture e a una chiara impostazione delle politiche turistiche. Una trasformazione che ha portato a costruire una proposta distribuita durante tutto l’anno, nella quale congressi e fiere hanno assunto un ruolo centrale ed hanno un ruolo di locomotiva”.

I numeri confermano il peso crescente del comparto. Secondo i dati presentati dall’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi a Ttg Travel Experience 2025, la provincia di Rimini ha registrato 2.115.534 presenze congressuali in un anno, con oltre il 70% generato dagli eventi che si svolgono nei centri congressi. La dimensione media degli eventi è inoltre significativamente superiore alla media nazionale: 128 partecipanti per evento contro gli 80 della media italiana, con una durata media di 1,3 giorni.

“Secondo il rapporto, il nostro business nelle due sedi di Rimini, il Palacongressi e il Quartiere Fieristico, nel 2024 ha fatto registrare 1.186.945 presenze” spiega il direttore.

Numeri che, secondo De Santis “sono il risultato di un lavoro di sistema. É il frutto di un’alleanza forte e determinata che sul territorio coinvolge l’amministrazione e gli enti di promozione, ma anche la preziosa attività degli Ambassador che nei rispettivi ambiti professionali promuovono la destinazione per eventi e congressi”.

“A questo – nota il direttore – si aggiunge la stretta integrazione tra congressi e fiere: c’è una forte sinergia operativa fra attività congressuale e fieristica, che è essa stessa generatrice di nuovo business. In definitiva, diamo il nostro contributo al successo italiano nel settore, testimoniato dal ranking ICCA e figlio di una regia virtuosa del sistema, coordinata da CBI”.

Ma è soprattutto osservando alcuni grandi eventi internazionali che emerge quanto il congressuale possa coinvolgere l’intera destinazione, andando ben oltre gli spazi in cui si svolge l’appuntamento: in particolare Routes Europe, dedicato agli stakeholder del trasporto aereo, con la partecipazione di manager di compagnie e aeroporti internazionali, e Velocity, evento dedicato alla ciclabilità delle città europee.

“Gli eventi internazionali hanno un peso specifico diverso e più incidente a livello di numeri e di ricadute economiche. Routes Europe e Velocity hanno mostrato uno sviluppo importante non solo presso la nostra struttura, ma hanno coinvolto pienamente la destinazione per i contenuti proposti. Nel primo caso – continua il De Santis – il programma ha portato manager e professionisti internazionali a vivere anche il centro della città, mentre Velocity ha trasformato Rimini in parte integrante dell’evento con la sua Bike Parade. Si è trattato di due eventi acquisiti attraverso un processo di candidatura molto sfidante e impegnativo, che ha richiesto in entrambi i casi un ampio coinvolgimento delle amministrazioni e dei Knowledge Leaders locali”.

“È proprio questa capacità di lavorare come sistema ad aver accompagnato la trasformazione di Rimini da destinazione prevalentemente balneare a una delle realtà più dinamiche del turismo congressuale italiano, capace di distribuire le ricadute degli eventi sull’intero territorio e di utilizzare il settore Mice (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) come strumento di destagionalizzazione e di sviluppo”, conclude il direttore.

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