Rimini, incontro su IA e democrazia: “Guerre in codice” all’Istituto Gramsci

A Palazzo Massimo Pironi si discute di intelligenza artificiale, conflitti digitali e trasformazioni del potere politico con il giornalista Michele Mezza

A cura di Grazia Antonioli Redazione
17 aprile 2026 11:42
Rimini, incontro su IA e democrazia: “Guerre in codice” all’Istituto Gramsci -
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Si intitola "Guerre in codice: come le intelligenze artificiali resettano la democrazia" il nuovo appuntamento, organizzato dall'Istituto Gramsci di Rimini, di giovedì 23 aprile alle ore 18.00 nella sala MASSIMO PIRONI di corso d'Augusto 231 a Rimini. Il titolo fa riferimento al libro del giornalista Michele Mezza che interverrà all'incontro, affiancato dal presidente del'Istituto Gramsci, Carlo Casadei..,

Guerre in codice: come l’Intelligenza Artificiale non è solo evoluzione tecnologica ma sta riscrivendo le fondamenta della democrazia e il modo con cui si combattono i conflitti. La democrazia non è un concetto ideale ma un sistema socio tecnico e come ogni sistema può essere hackerato. Si possono trovare le sue falle, le sue vulnerabilità e sfruttarle. Non stiamo parlando di fantascienza ma è già in corso, sta accadendo proprio ora. Funziona con regole completamente diverse da quelle che conosciamo. Cosa sono le guerre in codice, non un conflitto antico di eserciti contrapposti, ma uno moderno molecolare e invasivo che entra nella nostra vita di tutti i giorni e la trasforma. Gli architetti sono gli oligarchi della destra Hi-Tech statunitense.

L’ideologo più significativo è Peter Thiel, fondatore di Palantir. Partiamo dal concetto di libertà. Non viene più declinato con il concetto di autodeterminazione delle proprie vite ma viene declinato insieme a quello di sicurezza. O meglio diventa una funzione della sicurezza. Si può essere liberi solo in un sistema che garantisce sorveglianza e controllo completi. In questo nuovo mondo algoritmi e intelligenza artificiale non sono più solo in funzione del mercato per vendere merci ma sono molto di più. Si supera la sola logica del mercato e dei suoi clienti per entrare in una diversa forma di controllo e governo sociale e politico. La capacità analitica di profilazione di questi sistemi e dei loro algoritmi individua i singoli soggetti come nodi della rete avversaria e quelli vengono individualmente attaccati e in guerra singolarmente eliminati. Nelle tecnologie belliche e in quelle di controllo civile sono all’opera gli stessi meccanismi di programmazione degli attacchi e delle interferenze cognitive. Si dissolvono così ruoli e poteri delle forme Stato democratiche e delle sue complesse procedure collettive decisionali. E si rivela fin troppo visibilmente la strategia di una tecno destra che mira a sostituire la politica con il calcolo algoritmico, le regole con i codici informatici.

Non c’è soluzione? Si c’è.

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