Rimini, l’energia pesa sui bilanci: "Dal Governo solo briciole, servono riforme strutturali"
Bonus ridotti e carbone fino al 2038: l’ira dei consumatori
Il Decreto Bollette, convertito in legge con voto di fiducia del Governo, non soddisfa le aspettative dei cittadini e si rivela insufficiente anche per il territorio riminese, dove l’impatto del caro energia continua a pesare su famiglie e imprese.
Secondo Federconsumatori Rimini, il provvedimento arriva in un contesto segnato da forti rincari di gas ed energia elettrica, legati anche alle tensioni internazionali in Medio Oriente, che stanno già producendo effetti sull’inflazione e sul costo dei beni di prima necessità. In una realtà come Rimini, caratterizzata da un tessuto economico fatto di turismo, servizi e piccole attività, questi aumenti si traducono in una pressione crescente sui bilanci familiari e sui costi di gestione delle imprese locali.
Nonostante l’urgenza della situazione, il decreto non introduce misure realmente incisive. Rimane confermato un bonus una tantum di 115 euro per l’energia elettrica, destinato solo ai nuclei con Isee fino a 9.794 euro: una platea molto limitata rispetto allo scorso anno e con un importo ridotto, giudicato inadeguato a sostenere le famiglie riminesi più esposte al caro bollette. Restano inoltre inascoltate le richieste di interventi strutturali, come la revisione degli oneri di sistema e dell’Iva.
Tra gli elementi marginalmente positivi, viene segnalata l’introduzione del bonus per gli utenti del teleriscaldamento in difficoltà economica, finora esclusi da ogni sostegno. Apprezzate anche le nuove norme per contrastare pratiche commerciali scorrette nel settore energetico, come le restrizioni al teleselling e l’obbligo di maggiore trasparenza nei contratti, temi particolarmente rilevanti anche a livello locale.
Permangono però forti criticità. In particolare, Federconsumatori Rimini esprime un giudizio negativo sulla proroga delle centrali a carbone fino al 2038, ritenuta una scelta dannosa per l’ambiente e la salute, in contrasto con le esigenze di sostenibilità che interessano anche un territorio fragile come quello costiero riminese.
Infine, viene considerato ancora troppo generico il riferimento al possibile disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas, una misura da tempo richiesta ma che, allo stato attuale, non offre garanzie concrete.
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