Rimini, medico aggredito in ospedale con minacce e ingiurie: il caso arriva in Regione
Nicola Marcello attacca: "La regione lascia gli operatori soli". La replica dell'assessore Fabi
“La Regione è quotidianamente impegnata nella prevenzione delle aggressioni al personale sanitario, con azioni concrete e un rafforzamento degli strumenti già attivi”.
Lo afferma l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi, rispondendo in Assemblea legislativa al question time sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. A sollevare il caso è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Nicola Marcello, che ha chiesto interventi urgenti segnalando una aggressione avvenuta nei giorni scorsi all’ospedale Infermi di Rimini.
“In un’area ambulatoriale si è verificato un episodio con minacce, ingiurie e un tentativo di aggressione fisica, fortunatamente non riuscito, ma con conseguenze psicologiche rilevanti per l’operatrice coinvolta”, ha spiegato Marcello, sottolineando come nel territorio dell’Ausl Romagna gli episodi segnalati siano passati dai 498 del 2024 ai 539 del 2025.
Fabi ha ricordato come in tutte le aziende sanitarie, “anche a Rimini, siano applicate misure di prevenzione in linea con gli indirizzi regionali”, con valutazioni puntuali per ogni episodio segnalato. “Il responsabile dell’unità operativa e il servizio di prevenzione analizzano ogni caso per individuare eventuali correttivi e miglioramenti”.
L’assessore ha inoltre annunciato che “sono in corso di revisione le linee di indirizzo regionali per la prevenzione degli atti di violenza”, mentre tutte le aziende sanitarie “hanno aggiornato i documenti di valutazione del rischio, introducendo specifiche schede dedicate al rischio aggressione e individuando misure organizzative, tecniche e procedurali”.
Tra gli strumenti messi in campo anche accordi con le forze dell’ordine e servizi di supporto psicologico per gli operatori coinvolti. “Si tratta di un impegno strutturale – ha sottolineato – accompagnato anche da iniziative di sensibilizzazione, come il convegno regionale del 12 marzo”.
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