Rimini, militare morto in esercitazione: niente maxi risarcimento ai familiari
Cala il sipario sulla tragedia di Fabio: per i giudici fu "morte immediata"
A quasi 18 anni dalla tragedia, si chiude con un rigetto l’ultimo capitolo giudiziario sulla morte di Fabio Di Giovanni, caporal maggiore di 22 anni deceduto nel 2008 durante un’esercitazione all’aeroporto di Rimini-Miramare.
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha respinto la richiesta di oltre 580mila euro avanzata dai familiari al Ministero della Difesa. I giudici hanno stabilito che la morte immediata del militare esclude il diritto al risarcimento per la sofferenza trasmissibile agli eredi.
Secondo la giurisprudenza, infatti, il risarcimento è riconosciuto solo se tra incidente e decesso intercorre un tempo sufficiente a configurare una “lucida agonia”. Nel caso specifico, le perizie hanno confermato il decesso istantaneo.
L’incidente avvenne il 16 dicembre 2008 durante una simulazione militare: un elicottero Mangusta, in manovra a bassa quota, colpì con le pale la cabina di un fuoristrada, uccidendo il giovane sul colpo.
In precedenza, la giustizia ordinaria aveva condannato il pilota per omicidio colposo, riconoscendo anche un primo risarcimento ai familiari per il danno morale. Con la sentenza del Tar si chiude definitivamente la richiesta legata alla sofferenza della vittima.
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