Rimini, mobilitazione in piazza contro i tagli al fondo per il contrasto ai disturbi alimentari

Manifestazione a Rimini contro taglio fondi anti-disturbi alimentari, "urge intervento governo per i giovani

20 gennaio 2024 14:46
Rimini, mobilitazione in piazza contro i tagli al fondo per il contrasto ai disturbi alimentari - Il presidio in piazza Tre Martiri
Il presidio in piazza Tre Martiri
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“Ci state tagliando il futuro”. Venerdì 19 gennaio la sezione di Rimini dei Radicali si è mobilitata in piazza Tre Martiri, insieme all’associazione Luca Coscioni e alla lista Cattolica Futura, aderendo alla mobilitazione nazionale chiamata da Unione degli Universitari, Rete degli Studenti Medi ed altre sigle, per protestare contro la decisione del governo di tagliare i 25 milioni di euro che andavano a comporre il fondo utile a contrastare i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

Presente anche l’assessore alle politiche giovanili Francesca Mattei che ha mostrato la sua vicinanza istituzionale ed umana assicurando che come membro dell’assemblea comunale è vicina alle persone e alle famiglie che soffrono a causa di queste patologie.

“I disturbi alimentari non sono devianze, come ha affermato in passato la nostra presidente Giorgia Meloni, ma patologie. In Italia queste malattie affliggono circa 3 milioni di persone, l’anno scorso hanno ucciso quasi 4000 persone, la gran parte adolescenti. Sono la prima causa di morte nella popolazione più giovane. Non possiamo accettare che questo governo si disinteressi di tutto ciò, abbiamo il dovere di intervenire“, evidenziano i Radicali in una nota.

Erano presenti alla manifestazione psicologhe, famiglie e persone che queste malattie le hanno vissute sulla propria pelle e sanno cosa significa combattere con patologie così gravi e così scarsamente considerate dalla società e dalla politica. “Molto spesso persone che soffrono di disturbi alimentari non riescono a trovare centri di assistenza sul proprio territorio e sono costretti a spostarsi, a fare chilometri, a volte a cambiare regione, soltanto per curarsi. Spostarsi significa spendere denaro e non tutti possono permetterselo. Questo governo, tagliando quei fondi, decide di colpire e lasciare indietro i più deboli e i più fragili”, chiosa la nota.

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