Rimini, oltre 800 neurologi al Congresso sul futuro della ricerca sul Parkinson
Dal 13 al 15 maggio al Palacongressi IEG Expo il XII Congresso nazionale approfondisce ricerca, terapie e nuove tecnologie per una malattia in crescita globale
Dal 13 al 15 maggio 2026 Rimini ospiterà il XII Congresso nazionale della Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento LIMPE‑DISMOV, il principale appuntamento scientifico nazionale dedicato alla malattia di Parkinson e ai disturbi del movimento. Più di 800 neurologi da tutta Italia e dall’estero si riuniranno al Palacongressi IEG Expo per confrontarsi sulle sfide più attuali poste da una patologia in continua evoluzione.
Il Congresso, presieduto da Giovanni Fabbrini, è coordinato da Giovanna Calandra Buonaura e Roberto Ceravolo, neurologi esperti membri della Società Italiana Parkinson LIMPE-DISMOV.
Il Parkinson è oggi la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer: in Italia colpisce circa 300.000 persone e nel mondo oltre 10 milioni. Un numero destinato ad aumentare in modo significativo: secondo le più recenti stime, entro il 2050 i casi globali cresceranno del 112%, arrivando a circa 25,2 milioni, soprattutto per effetto dell’invecchiamento della popolazione*.
“Oggi sappiamo che il Parkinson non è una sola malattia, ma un insieme di condizioni diverse che possono intrecciarsi in modo differente da persona a persona, modificando l’evoluzione clinica e la risposta alle terapie e rendendo necessario un approccio sempre più personalizzato. Uno degli obiettivi del Congresso LIMPE‑DISMOV è offrire ai neurologi strumenti concreti e aggiornati per riconoscere e gestire questa complessità nella pratica quotidiana”, afferma Giovanni Fabbrini, presidente della Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento LIMPE‑DISMOV.
Il Congresso proporrà un confronto a tutto campo sul Parkinson, con un programma che spazia dalla ricerca scientifica in atto alla pratica clinica più innovativa. Tra i temi affrontati: esordio precoce, differenze di genere e nuove tecnologie digitali, fino all’aggiornamento sulle terapie più avanzate. In questo contesto, troveranno spazio anche aspetti legati a fasi specifiche della vita, come la gestione del Parkinson in gravidanza.
Quando la malattia colpisce in età attiva
Sebbene il Parkinson resti prevalentemente legato all’età avanzata, circa il 10% dei pazienti riceve la diagnosi prima dei 50 anni e una quota più ridotta, intorno al 4-5%, sviluppa la malattia in età ancora più precoce. A livello globale si stima che quasi mezzo milione di persone conviva con una forma di Parkinson a esordio giovanile, con numeri in aumento negli ultimi decenni.
Il Congresso dedicherà spazio a queste forme, approfondendo il contributo della genetica, le caratteristiche cliniche distintive e le ricadute sulla vita lavorativa, familiare e sociale di pazienti spesso nel pieno dell’età attiva.
Una patologia complessa
Il Parkinson è una malattia eterogenea, che può presentarsi con quadri clinici e traiettorie evolutive differenti. Questa variabilità si traduce in bisogni assistenziali diversi da paziente a paziente e rende più articolata la gestione della malattia nella pratica clinica. Il Congresso affronterà questa complessità mettendo in relazione aspetti biologici, genetici e clinici, con l’obiettivo di migliorare l’interpretazione dei diversi profili di malattia e orientare le decisioni terapeutiche.
In questo contesto, fattori come l’età di esordio, il genere e le diverse fasi della vita contribuiscono a definire esigenze differenti, richiedendo alla cura un approccio sempre più personalizzato.
Ambiente sotto osservazione
Accanto ai fattori biologici e genetici, il Congresso dedicherà un approfondimento al possibile ruolo di inquinanti e sostanze tossiche nello sviluppo della malattia, un ambito a cui negli ultimi anni la comunità scientifica ha dedicato crescente attenzione.
AI e tecnologie digitali
Diagnosi ancora più precoci, valutazioni più precise e monitoraggio continuo dei sintomi: intelligenza artificiale e dispositivi indossabili stanno progressivamente entrando nella pratica clinica. Strumenti che permettono una raccolta di dati sempre più accurata anche nella vita quotidiana dei pazienti, aprendo nuove prospettive nella gestione della malattia. Una sessione internazionale metterà a confronto opportunità e limiti dell’uso dell’AI nella cura del Parkinson, distinguendo ciò che è già applicabile da quanto rimane ancora sperimentale.
Qui è possibile scaricare il programma scientifico completo del Congresso.
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