Rimini, ordinanza anti alcol applicata in tutto il Comune? "Così rischia anche chi beve birra in spiaggia"
"L'eventuale estensione del divieto del consumo di alcol colpirebbe anche il turista che si porta la birra in spiaggia", evidenzia l'assessore Magrini
L'ordinanza anti alcol del Comune di Rimini è ancora al centro del dibattito politico. In consiglio comunale il capogruppo di Fratelli d'Italia, Gioenzo Renzi, ha chiesto una modifica al regolamento per estendere il divieto di bevande alcoliche sull'intero suolo pubblico del territorio comunale, ad eccezione delle pertinenze di bar, locali o aree pubbliche autorizzate dalla Amministrazione Comunale. L'assessore Magrini apre alle modifiche: c'è in corso un dialogo con le associazioni di categorie. "Stiamo ragionando ad esempio sull’eventualità di introdurre disposizioni ad hoc su questo ed altri elementi, come ad esempio la possibilità di introdurre limitazioni alle tipologie commerciali, nell’ambito dei progetti di riqualificazione previsti dallo sviluppo degli hub urbani oppure se modificare direttamente i regolamenti comunali", premette Magrini. C'è un però: "Ci sono degli aspetti sostanziali che vanno valutati: l’eventuale estensione del divieto del consumo di alcol su tutto il territorio rischierebbe di andare a colpire anche quelle situazioni normali che nulla hanno a che vedere con l’obiettivo di tutela del decoro urbano che vogliamo raggiungere: penso ad esempio ad un caso comune come i cittadini e i turisti che mangiano sotto l’ombrellone e che si portano la birra in spiaggia: estendendo il divieto tout court anche quei cittadini e turisti per assurdo sarebbero sanzionabili ed è evidente che non è quello l’obiettivo della misura".
"Dobbiamo trovare il punto di incontro tra le necessità di tutela del decoro urbano e della vivibilità ai diversi contesti, senza danneggiare cittadini, turisti e attività economiche. Ci sono dunque dei punti interrogativi da risolvere e dei nodi da sciogliere: in questo frangente, mentre continuiamo a confrontarci con le categorie per valutare quale sia lo strumento più adatto, abbiamo ritenuto che l’ordinanza contingibile ed urgente per il centro storico fosse lo strumento più veloce ed efficace per rispondere alle esigenze di questa area della città. È chiaro che essendo contingibile non può avere valenza sine die, ma è uno strumento che ci permette di agire rapidamente, con buoni riscontri. È sulla base di questa positiva sperimentazione che dobbiamo fare le giuste valutazioni, ipotizzando anche la soluzione di rendere permanenti queste nuove misure", chiosa Magrini.
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