Rimini regge grazie ai turisti esteri, ma una famiglia su tre rinuncia alle ferie

L'allarme di Promozione Alberghiera nonostante l'estate positiva sulla riviera

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 luglio 2026 18:04
Rimini regge grazie ai turisti esteri, ma una famiglia su tre rinuncia alle ferie - La spiaggia di Rimini, foto repertorio
La spiaggia di Rimini, foto repertorio
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La stagione turistica riminese chiude il bilancio di luglio con numeri incoraggianti: l'occupazione alberghiera ha toccato l'85%, e per agosto le previsioni parlano di una crescita ulteriore del 2%. Eppure, dietro ai dati positivi, il presidente di Promozione Alberghiera Antonio Carasso lancia un allarme che riguarda l'intero Paese.

"Una famiglia italiana su tre rinuncia alle vacanze", ha dichiarato Carasso in un'intervista al Resto del Carlino, chiedendo la reintroduzione del bonus vacanze, da destinare esclusivamente a soggiorni sul territorio nazionale.

La tenuta di Rimini si deve agli stranieri

Secondo l'analisi di Carasso, a sostenere i numeri della riviera romagnola è soprattutto la componente estera della clientela, che quest'anno potrebbe superare il 40% dei pernottamenti complessivi. Un risultato favorito anche dal traffico dell'aeroporto Fellini, sempre più snodo strategico per i flussi turistici internazionali verso la costa.

Ma è proprio su questo squilibrio che il presidente degli albergatori invita a riflettere: "Dobbiamo rafforzare il mercato italiano", ha avvertito, sottolineando come la crescita del turismo estero non possa da sola compensare il progressivo allontanamento delle famiglie italiane dalle vacanze.

Margini sempre più risicati per gli hotel

Alle preoccupazioni sul fronte della domanda si aggiunge quella sui conti delle imprese ricettive. Carasso ha segnalato come i margini di guadagno per gli albergatori si stiano progressivamente assottigliando, in un contesto in cui i costi di gestione — energia, personale, manutenzione delle strutture — continuano a crescere più rapidamente dei ricavi.

Una situazione che, unita al calo della capacità di spesa delle famiglie italiane, rischia di mettere sotto pressione un modello turistico che ha sempre fatto della clientela nazionale uno dei suoi pilastri storici.

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