Rimini ritrova un capolavoro: al Museo arriva l'Arrigoni

La grande tela del Seicento torna in città dopo oltre un secolo. Il Comune l'ha acquistata per 20mila euro e la esporrà nella Pinacoteca del Museo della Città

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 12:05
Rimini ritrova un capolavoro: al Museo arriva l'Arrigoni - L'opera
L'opera
Condividi

Dopo più di un secolo è tornata a Rimini una tela che le guide storiche indicavano tra le opere migliori di Giovanni Laurentini, detto l'Arrigoni. Il Comune ha acquistato per 20mila euro "L'apparizione di Gesù ai discepoli sul lago di Tiberiade", grande dipinto a olio dei primi anni del Seicento, che entrerà a far parte in modo permanente della Pinacoteca del Museo della Città "Luigi Tonini".

L'opera, 220 centimetri per 140, era stata individuata sul mercato antiquario da un collezionista privato che ne era poi diventato proprietario. Il suo arrivo nelle collezioni pubbliche consente ora di riportare a Rimini un dipinto legato alla storia artistica e religiosa della città. La tela si trovava originariamente nel refettorio dei Canonici Lateranensi di San Marino, accanto alla chiesa oggi conosciuta come Santa Rita da Cascia. Nel 1754 Carlo Francesco Marcheselli la definì nelle sue "Pitture delle chiese di Rimino" "una delle migliori opere" dell'Arrigoni. Un secolo più tardi anche Luigi Tonini la ricordò nella sua guida della città, descrivendola allora in "pessimo stato", ma riconoscendola comunque come "uno de' migliori lavori di quel Concittadino".

Poi il dipinto scomparve dalle cronache e dalle collezioni pubblicamente conosciute per oltre cento anni. A riportarlo alla luce è stato lo storico dell'arte Pier Giorgio Pasini, che nel marzo 2013 lo presentò come opera inedita durante una conferenza dedicata a Giovanni Laurentini. Nella stessa primavera la tela venne esposta temporaneamente proprio al Museo della Città. Ora quel ritorno diventa definitivo.

Il soggetto è tratto dal Vangelo di Giovanni e raffigura l'apparizione di Gesù risorto ai discepoli sulle rive del lago di Tiberiade, dopo la pesca miracolosa. La scena mostra Cristo insieme agli apostoli durante il pasto con il pane e i pesci appena pescati, un tema particolarmente adatto alla destinazione originaria del dipinto, nato per il refettorio di una comunità religiosa. A colpire è soprattutto la costruzione della scena. Al posto del tradizionale paesaggio, sullo sfondo domina l'acqua del lago, rappresentata da un punto di vista dall'alto che conferisce alla composizione un effetto quasi vertiginoso. I discepoli sono raccolti in un gruppo compatto e dinamico, con gesti e sguardi rivolti verso Cristo. Colori intensi e forte espressività dei volti completano una tela di notevole impatto.

Laurentini, nato a Sant'Agata Feltria intorno al 1550 e morto a Rimini nel 1633, occupa un posto particolare nella pittura romagnola tra Cinquecento e Seicento. La sua formazione risente della lezione di Federico Barocci, mentre il viaggio a Roma compiuto in occasione del Giubileo del 1600 lo mise in contatto con le nuove tendenze naturalistiche. Il suo catalogo è relativamente limitato anche a causa delle numerose perdite subite dal patrimonio artistico riminese durante la Seconda guerra mondiale. Per il Museo della Città la nuova acquisizione ha anche un valore particolare perché finora le collezioni conservavano una sola opera dell'Arrigoni, "La consegna delle chiavi a San Pietro", datata 1600. La nuova tela va quindi ad ampliare in maniera significativa la presenza dell'artista nel percorso museale.

"Si tratta di una acquisizione importantissima e di un'opera di grande impatto visivo, che ricompare dopo più di un secolo di silenzio", commenta Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei Comunali di Rimini. "Laurentini ha fatto da ponte tra la pittura sensibile e luminosa di Federico Barocci e il naturalismo romano del primo Seicento. Questa tela lo dimostra con chiarezza". Per Giovanardi, il dipinto offre inoltre nuove possibilità di studio sull'arte riminese del primo Seicento. "Riportare a casa quest'opera significa restituire alla comunità un pezzo della propria storia", sottolinea l'assessore alla Cultura Michele Lari. Il dipinto, aggiunge, "è nato per Rimini ed è stato conservato per secoli in un luogo della nostra città, ora entra stabilmente nelle collezioni pubbliche e sarà visibile a tutti".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail