Rimini: si manifesta contro l'attacco USA al Venezuela

Potere al Popolo ha indetto una manifestazione per oggi, 10 gennaio

A cura di Michela Alessi Redazione
10 gennaio 2026 09:47
Rimini: si manifesta contro l'attacco USA al Venezuela  -
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Potere al Popolo invita alla manifestazione che avverrà oggi, 10 gennaio, per contrastare l'aggressione militare degli Stati Uniti contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Le dichiarazioni

L’aggressione militare degli Stati Uniti contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il rapimento del legittimo presidente Nicolás Maduro costituiscono un atto di guerra unilaterale e una violazione gravissima della sovranità nazionale e del diritto internazionale.

Ci troviamo davanti alla riedizione, in forme aggiornate, della Dottrina Monroe: la pretesa storica degli Stati Uniti di considerare l’America Latina come proprio cortile di casa, combinata con la dottrina della guerra preventiva, che negli ultimi trent’anni ha giustificato l’interventismo occidentale dal Medio Oriente all’Africa.

L’operazione militare contro Caracas e il trasferimento forzato di Maduro negli Stati Uniti si inseriscono nel quadro della crisi dell’egemonia occidentale: di fronte al declino interno e alla competizione globale, si ricorre sempre più frequentemente allo strumento militare per mantenere il controllo su risorse strategiche, rotte commerciali, aree d’influenza e governi non allineati. E a questo giro, in modo esplicito.

Il Venezuela, con il suo progetto bolivariano, rappresenta da oltre vent’anni una rottura storica in America Latina. È aggredito proprio per il recupero delle risorse naturali sotto controllo pubblico, usate per finanziare programmi sociali di massa; per le sue alleanze regionali (ALBA-TCP, Petrocaribe, CELAC) fuori dalla tutela di Washington; per le sue politiche di partecipazione popolare e per la difesa della sovranità nazionale.

È questo che viene colpito: un’esperienza politica e sociale alternativa all’ordine neoliberale occidentale.

Non è un caso che Colombia, Messico, Cuba, Brasile e gran parte del Sud globale abbiano condannato l’attacco, mentre il governo italiano e l’Unione Europea si sono allineati alla posizione statunitense, confermando la subalternità euro-atlantica già emersa di fronte al genocidio in Palestina, alla guerra in Ucraina e alla crescente militarizzazione della politica estera dell’UE.

A Rimini, come in tutto il Paese, scenderemo in piazza. Perché a Rimini?

L’internazionalismo non è un affare di specialisti: è la capacità di riconoscere che guerre, sanzioni e ingerenze hanno effetti materiali su tutti noi. L’Italia è parte della NATO e del complesso militare-industriale occidentale, e ciò che avviene a Caracas ha connessioni dirette con le scelte strategiche che passano da Roma, Bruxelles e Washington. La politica estera non è lontana, ma definisce i prezzi dell’energia, le rotte commerciali, la spesa militare e il taglio al welfare per acquistare fregate e caccia. La solidarietà ai popoli è parte della stessa battaglia contro privatizzazione, sfruttamento e subalternità qui.

Libertà immediata per Nicolás Maduro e per tutti i detenuti politici venezuelani;
condanna dell’aggressione militare statunitense contro un Paese sovrano;
difesa del diritto all’autodeterminazione dei popoli;
solidarietà al processo bolivariano e al popolo venezuelano, che ha riempito le strade del Paese in protesta contro l’intervento americano.

Nel conflitto tra imperialismo e autodeterminazione si gioca anche il futuro delle nostre democrazie, dei rapporti economici globali e della possibilità di costruire alternative al saccheggio, alla guerra e alla privatizzazione integrale del mondo.

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