Rimini, uomini in marcia in centro per dire no alla violenza sulle donne
L'Otto sempre: centinaia di persone, scuole, associazioni e istituzioni in piazza

Un corteo colorato partito da Castel Sismondo e arrivato, dopo un piccolo tragitto per le vie del centro, in Piazza Cavour, per un momento di riflessione insieme ai rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni. Sono state centinaia le persone che questa mattina si sono anche aggregate lungo il tragitto di quella che è arrivata ad essere la quarta “camminata degli uomini contro la violenza sulle donne”.
A fare gli onori di casa, per l’amministrazione comunale, è intervenuta la Vicesindaca Chiara Bellini (presenti anche tanti consigliere e consiglieri comunali e membri della Giunta), mentre per la Regione Emilia-Romagna è voluta esserci Gessica Allegni, assessora con delega a cultura e pari opportunità, insieme alle consigliere regionali del territorio riminese, Emma Petitti ed Alice Parma e al consigliere regionale Lorenzo Casadei; sono intervenuti anche il senatore Marco Croatti e Barbara di Natale, consigliera delegata alle Pari opportunità e alle politiche di genere della provincia.

Tantissime le associazioni sportive, culturali e sociali, presenti anche diverse classi di scuole secondarie, tra cui i ragazzi e le ragazze del Liceo scientifico “Einstein” che hanno animato la camminata con suoni e tamburi.
“L’iniziativa – ha spiegato la vicesindaca Chiara Bellini – giunta alla quarta edizione, vuole essere un invito rivolto a tutti gli uomini a prendere posizione in prima persona contro ogni forma di disparità tra uomo e donna, e contro ogni espressione di discriminazione e violenza di genere”.
“Non siamo uomini – ha spiegato Donato Piegati dell’Associazione DireUomo – che si muovono in difesa delle donne, le donne sanno difendersi da sole. Con le donne ci deve essere collaborazione e sostegno reciproco nella lotta per le pari opportunità e per il contrasto alla violenza di genere. Camminiamo insieme per lanciare un segnale forte, autentico, e non solo simbolico. E’ il momento che gli uomini comincino a metterci la faccia, a scendere in campo in prima persona per un reale e concreto cambiamento”.