Rimini Yacht: ennesimo sequestro barca di lusso

Nella vicenda Rimini Yacht arriva l’ennesimo sequestro, questa volta di una barca Azimut da sette milioni di euro, rubato a Chioggia e ritrovato in un porto turco. L’Interpol e le autorità turche hann...

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2010 20:48
Rimini Yacht: ennesimo sequestro barca di lusso -
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Nella vicenda Rimini Yacht arriva l’ennesimo sequestro, questa volta di una barca Azimut da sette milioni di euro, rubato a Chioggia e ritrovato in un porto turco. L’Interpol e le autorità turche hanno messo sotto i sigilli l’imbarcazione di lusso che è ormeggiata nel porto di Finikie e che batte bandiera Usa in quanto ufficialmente appartenente ad una azienda americana. Ma, anche in questo caso, i documenti che attestavano la proprietà dell’imbarcazione sono risultati falsi. Il caso, che ha tenuto banco questa estate non solo a Rimini, vede un imprenditore nautico sparito nel nulla e decine di imbarcazioni di lusso sequestrate insieme a strani finanziamenti che ruotano tra San Marino e la Svizzera. Tutto era nato nel maggio scorso quando la Rimini Yacht aveva licenziato i dipendenti e alcuni suoi assegni erano finiti in protesto. Inoltre il presidente della società, il bolognese Giorgio Lolli, era sparito senza lasciare tracce insieme ai suoi familiari. Lolli, importatore per l’Italia di alcune marche di yacht, aveva acceso un leasing con una banca di San Marino per acquistare le barche, ma le stesse risultavano immatricolate più volte a diversi intestatari. In poche settimane gli yacht venduti da Lolli cominciarono a sparire dai vari porti italiani dove erano ormeggiati. Ma a Rimini la Finanza era riuscita a sequestrarne uno da mezzo milione. Sequestrata anche la società: questa è fallita in agosto lasciando un buco da 50 milioni. Poi si è scoperto che uno dei soci di Lolli era l’ex generale della Finanza Angelo Cardile, già membro della Commissione interministeriale per la riforma dei reati tributari e testimone chiave nell’affare Parmatour, la holding turistica della famiglia Tanzi e società in amministrazione controllata. Cardile fu l’ultimo amministratore di Parmatour e svelò agli inquirenti le spericolate operazioni finanziarie compiute dai Tanzi alle Seychelles. Cardile si suicidò poco dopo sparandosi un colpo alla tempia. Ma altri quattro finanzieri sono iscritti nel registro degli indagati: due tenenti colonnello, un luogotenente e un maresciallo sono accusati di aver intascato 200mila euro per rivelare a Lolli le date delle ispezioni nella sede della società. Intanto continua la fuga di Lolli, la cui Maserati venne ritrovata all’aeroporto di Bologna. Mentre un’altra auto, una Ferrari, venne ritrovata abbandonata nel Bergamasco. Manca all’appello una Lamborghini ma sono state ritrovate una Porsche Cabrio e un’Aston Martin, tutte acquistate in leasing da Lolli. Ad agosto entrò in scena il faccendiere Flavio Carboni a cui Lolli avrebbe regalato uno yacht. In cambio anche di un’auto di lusso, avrebbe garantito per conto di Lolli un finanziamento dalla Banca di Spoleto. Su Lolli pesano le accuse di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro sporco, truffa, appropriazione indebita, falso ed estorsione aggravata. Ma è introvabile.

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