Rimini yacht: indagato e interrogato imprenditore

Paolo Ferrari, imprenditore ferrarese con interessi nell’abbigliamento e nella commercializzazione di parafarmaci, è indagato dalla Procura di Bologna per concorso in corruzione. Ferrari, interrogato...

A cura di Redazione Redazione
23 dicembre 2010 21:50
Rimini yacht: indagato e interrogato imprenditore -
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Paolo Ferrari, imprenditore ferrarese con interessi nell’abbigliamento e nella commercializzazione di parafarmaci, è indagato dalla Procura di Bologna per concorso in corruzione. Ferrari, interrogato oggi dalla Pm Antonella Scandellari, è coinvolto in un filone dell’inchiesta su ‘Rimini Yacht’ che la scorsa settimana ha fatto finire agli arresti domiciliari quattro finanzieri con l’accusa di aver fatto una verifica fiscale addomesticata, in cambio di mazzette, nella società di Giulio Lolli, tuttora latitante. L’imprenditore ferrarese, molto vicino ai finanzieri Enzo Digiovanni e Massimiliano Parpiglia, e secondo gli inquirenti in rapporti di affari con quest’ultimo, viene tirato in ballo nelle intercettazioni agli atti dell’inchiesta. Il suo legame con gli altri indagati emerge dall’ordinanza del Gip Pasquale Gianniti e fa riferimento ad alcune verifiche in corso al Mercatone Uno e alla Coop Italia: "Dalle varie telefonate si palesa che i due finanzieri stanno sfruttando la verifica fiscale in corso alla Coop Italia per stabilire canali privilegiati" tra l’imprenditore Ferrari e i vertici delle cooperative "in modo da agevolare la commercializzazione negli ipermercati Coop dei suoi prodotti". In alcune e-mail intercettate dagli inquirenti, Ferrari chiede a Digiovanni di "intercedere con il patron della Mercatone Uno, sempre per favorire la commercializzazione dei suoi prodotti di abbigliamento". Ferrari, assistito dall’ avvocato Filippo Sgubbi, era già stato sentito come persona informata sui fatti ma ieri l’altro ha ricevuto dal Pm un mandato a comparire: "La sua posizione non ha nulla a che vedere con la Rimini Yacht e in merito alle contestazione precisiamo che nulla di quanto si è parlato nelle telefonate si é concretizzato. Allo stesso modo escludo che ci sia mai stato passaggio di denaro con gli altri indagati", ha detto Sgubbi.

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