"Roggero eroe, doveva colpire anche il terzo delinquente": bufera sul sindaco di Pennabilli

Mauro Giannini paragona il gesto di Mario Roggero alla Resistenza. L'Anpi di Rimini: "Parole d'odio intollerabili, offende la memoria dei partigiani"

A cura di Glauco Valentini Redazione
26 luglio 2026 08:59
"Roggero eroe, doveva colpire anche il terzo delinquente": bufera sul sindaco di Pennabilli -
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Nuove polemiche per Mauro Giannini, sindaco di estrema destra del comune riminese, dopo un post pubblicato sui social in cui ha definito "eroe" Mario Roggero, il gioielliere condannato per il duplice omicidio di due rapinatori. Nel testo, il primo cittadino — già noto per aver dichiarato in passato di voler "morire con la camicia nera" — ha scritto che Roggero non avrebbe dovuto finire in carcere ma "al poligono di tiro", rammaricandosi che non fosse riuscito a colpire anche il terzo malvivente in fuga. Giannini ha poi accostato l'episodio alla lotta partigiana, sostenendo che anche i partigiani sparassero a chi si allontanava, pur essendo poi celebrati come eroi.

Immediata e durissima la reazione dell'Anpi provinciale di Rimini, che in una nota parla di "parole d'odio intollerabili" e di una "gravissima apologia della violenza" da parte di un sindaco che indossa la fascia tricolore e ha giurato fedeltà alla Costituzione. L'associazione respinge ogni accostamento tra il gesto di Roggero e la Resistenza, ricordando che furono i nazifascisti, storicamente, a colpire alle spalle e a massacrare i civili.

L'Anpi sottolinea come le dichiarazioni del sindaco arrivino nei giorni in cui si preparano le celebrazioni delle "Pastasciutte Antifasciste", in ricordo della caduta del fascismo il 25 luglio 1943, ribadendo che "la memoria della Resistenza non si tocca".

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