Romagna, treni ad alta velocità indispensabili: l'appello congiunto
Imprese e sindacati: "Basta campanilismi, serve strategia condivisa"
Un appello a superare i campanilismi e a costruire una strategia condivisa per lo sviluppo della Romagna attraverso l’Alta Velocità ferroviaria. È questo il messaggio contenuto nel documento firmato da Confindustria Romagna, Legacoop Romagna, Confcooperative Romagna-Estense, Agci Emilia-Romagna, Cna dei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, insieme alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil Romagna.
Secondo i firmatari, il dibattito sull’Alta Velocità rappresenta un’occasione per definire una visione di sviluppo che vada oltre i confini provinciali e tenga conto dell’intero sistema economico romagnolo. In un contesto segnato da tensioni internazionali, rallentamento della crescita e difficoltà europee, le organizzazioni sostengono che le scelte infrastrutturali debbano essere orientate al bene complessivo del territorio.
Al centro dell’attenzione c’è dunque il potenziamento della direttrice adriatica, di cui il quadruplicamento della linea Bologna-Castel Bolognese costituisce il primo intervento già progettato e presentato pubblicamente. I firmatari evidenziano come questo tratto rappresenti oggi uno dei principali “colli di bottiglia” della rete ferroviaria regionale, con ripercussioni sul traffico da e per la Romagna.
L’opera, spiegano, consentirebbe di aumentare la capacità della rete e ridurre i tempi di percorrenza, con benefici non solo per il turismo ma anche per la mobilità di lavoratori, imprese, studenti e merci.
Le associazioni chiedono però che il progetto venga inserito in una prospettiva più ampia, capace di collegare in modo organico i principali centri romagnoli. L’obiettivo è costruire una visione unitaria della dorsale adriatica, basata su analisi tecniche, economiche, occupazionali e logistiche.
Per questo viene proposta l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni, associazioni datoriali, sindacati e Regione Emilia-Romagna, con il compito di elaborare uno studio su flussi, collegamenti, distanze, equilibri territoriali e opportunità di sviluppo.
“Solo da basi tecnicamente solide – sottolineano i firmatari – si possono definire i prossimi investimenti sull’Alta Velocità in Romagna”.
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