Ruba il cellulare del ristorante e telefona dalla spiaggia per chiedere un riscatto. Arrestato a Rimini
Dopo il furto del cellulare, fissa un appuntamento con il direttore del locale per la consegna dietro pagamento
Nella serata del 26 luglio è stato arrestato un ragazzo tunisino, responsabile del reato di tentata estorsione.
Nello specifico, intorno alle ore 22.00, la Polizia ha inviato una volante presso un locale di Marina Centro, poichè il richiedente ha riferito che all’interno vi era un soggetto in possesso del telefono aziendale del ristorante di cui era Direttore.
Nel pomeriggio della stessa giornata, infatti, intorno alle ore 17.30/17.40 circa, un soggetto di etnia nordafricana è entrato nel ristorante in questione, all’interno del quale ha prelevato un telefono cellulare. La dipendente ha riferito di aver notato un soggetto con carnagione olivastra, trasandato, con pantaloncini neri, ciabatte e telo mare al seguito, che con fare sospetto si aggirava nei pressi del banco cassa. Successivamente, alle ore 20.00 circa, dal cellulare aziendale è giunta una telefonata al manager del locale, al quale il mittente ha iniziato a pronunciare frasi sconnesse e incomprensibili, con un accento tipico nordafricano; in sottofondo, un rumore d’ambiente compatibile con della musica ad alto volume.
Resosi conto della situazione, il manager ha immediatamente informato il direttore del ristorante, che ha richiamato il numero dell’utenza aziendale per parlare con la persona che aveva il telefono. L’interlocutore ha riferito di trovarsi in spiaggia e, fin da subito, ha formulato una richiesta estorsiva, intimando che avrebbe restituito il cellulare solo dietro il pagamento di una somma di denaro.
Il direttore, intuendo la situazione, ha acconsentito alla richiesta e ha concordato con il soggetto un luogo d’incontro per effettuare lo scambio. I due hanno individuato un locale di Marina Centro quale punto d’incontro. Sul posto era presente anche la dipendente che, nel pomeriggio, aveva notato l’uomo aggirarsi nei pressi del bancone e lo ha riconosciuto senza esitazioni.
Poco dopo sono arrivati anche gli agenti della Polizia di Stato che, sulla base del riconoscimento effettuato dalla dipendente, hanno fermato il cittadino straniero. L’uomo è stato identificato e sottoposto a perquisizione personale, nel corso della quale è stato rinvenuto il telefono cellulare oggetto dell’estorsione. Dai successivi accertamenti è emerso, inoltre, che le chiamate memorizzate sul dispositivo corrispondevano a quelle effettuate in precedenza.
Accompagnato in Questura per gli adempimenti di rito, è risultato essere un pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro la Pubblica Amministrazione. Al termine degli accertamenti, il cittadino tunisino è stato arrestato per tentata estorsione, in attesa del giudizio direttissimo.
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