San Marino, la Federazione Pensionati USL: “Manca la lunghissima degenza, famiglie lasciate sole”
“RSA a pagamento: senza un reparto dedicato, i costi ricadono sui familiari”
La mancanza di un reparto di lunghissima degenza all’Ospedale di San Marino torna al centro del dibattito, con la Federazione Pensionati USL che lancia un appello deciso alle istituzioni. In una nota, l’organizzazione segnala le difficoltà crescenti per le famiglie che si trovano a gestire pazienti non autosufficienti, spesso senza alternative sostenibili.
“L’Ospedale di San Marino non ha il reparto di lunghissima degenza e così capita che pazienti oggettivamente impossibili da gestire a casa finiscano in delle RSA”, si legge nel comunicato. Strutture necessarie per casi complessi, ma “a pagamento e non accessibili a tutti”. Il problema, sottolinea la Federazione, è che “se il paziente non ha una pensione sufficiente, il carico ricade sui familiari”.
Una situazione che mette in discussione il principio stesso di universalità del sistema sanitario: “Siamo abituati a sentirci dire che il nostro è un Sistema Sanitario Universalistico ma, riflettendoci bene, in questo caso non lo è”. Per molte famiglie, infatti, la scelta non è libera ma obbligata: “C’è chi si trova costretto a ricorrere a una RSA non avendo altra alternativa, a meno di avere le risorse per costruire un piccolo ospedale in casa”.
Nel comunicato viene riconosciuto come positivo il recente intervento normativo sul tema dei caregiver: “Il Progetto di Legge sulla Famiglia ha fatto notevoli e apprezzabili passi avanti, introducendo un sussidio e i contributi figurativi”. Tuttavia, la Federazione evidenzia una criticità: “Quando il ricovero in struttura si rende necessario per la sopravvivenza del paziente, è ISS che dovrebbe farsi carico delle spese, senza lasciare tutto sulle spalle dei familiari”.
Analoga richiesta riguarda l’assistenza domiciliare: “Se un anziano non autosufficiente assume una badante ma non riesce a sostenerne il costo, sarebbe giusto riconoscere un sussidio”, anche per garantire “un salario dignitoso a chi svolge un lavoro sempre più necessario”.
Da qui l’auspicio finale: “Sempre più persone oggi soffrono perché non possono prendersi cura come vorrebbero dei propri familiari”. Per la Federazione Pensionati USL, uno Stato che guarda al futuro deve “ampliare i servizi esistenti e non pensare di ridurli”, valutando anche nuove soluzioni come “partnership con Università di Medicina per ampliare le tutele, mantenendo prioritaria l’assistenza ai sammarinesi”.
19.9°