Sanità, Cgil boccia piano dell'Ausl: "Tagliano il personale, rimangono turni massacranti e niente riposo"

"È evidente che sia in atto una vera e propria riduzione del personale, che si inserisce in un contesto già fortemente critico", attacca il sindacato

24 aprile 2026 14:25
Sanità, Cgil boccia piano dell'Ausl: "Tagliano il personale, rimangono turni massacranti e niente riposo" - Infermieri (Repertorio)
Infermieri (Repertorio)
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L'Ausl Romagna ha presentato alle organizzazioni sindacali e alle Rsu il piano triennale del fabbisogno di personale. Un fabbisogno che però non viene colmato, secondo il giustizio della Fp Cgil, che parla di "numeri insufficienti" e di "previsioni che tengono conto prevalentemente di assunzioni legate all'implementazione di alcuni servizi, senza fornire risposte concrete al fabbisogno reale di personale all'interno dei reparti dei presidi ospedalieri".

Il sindacato non usa mezzi termini: "I lavoratori sono sottoposti a turni massacranti, frequenti richieste di doppi turni e continue sollecitazioni a rinunciare ai giorni di riposo. Una situazione che genera stress, incide negativamente sulla salute degli operatori e sottrae tempo prezioso alla vita personale e familiare".

Un'altra criticità rilevata è la copertura del turnover del personale sanitario, sociosanitario e tecnico, pari al 75%; ancora più bassa per il personale amministrativo, cioè il 50%. "Per ogni 10 operatori sanitari o sociosanitari che lasciano l’azienda, ne verranno sostituiti solo 7; per il personale amministrativo, invece, le sostituzioni copriranno appena la metà delle uscite. È evidente, quindi, che sia in atto una vera e propria riduzione del personale, che si inserisce in un contesto già fortemente critico".

"In numerosi reparti di degenza si registra una carenza strutturale di personale, indispensabile per preservare la qualità dei servizi. Il quadro è ulteriormente aggravato dall’imminente avvio del periodo estivo: anche quest’anno, come già avvenuto in passato, il reclutamento di personale per garantire le ferie estive risulta largamente insufficiente e, ad oggi, avviato solo in minima parte. Se si considerano i tempi necessari per il reclutamento e per l’affiancamento del personale neoassunto, indispensabili per raggiungere un livello minimo di autonomia operativa nei reparti, appare evidente un reale impatto sulla tenuta qualitativa dei servizi, con possibili ripercussioni sull’efficienza complessiva e sulla continuità assistenziale", attacca la Fp Cgil, che chiede un immediato cambio di rotta, con "investimenti strutturali sul personale, un piano di assunzioni adeguato ai reali bisogni dei servizi e il pieno rispetto delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini". Altrimenti, "la situazione attuale rischia di mettere in discussione la qualità dei servizi e la sicurezza delle cure".

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