Santarcangelo, gatta aggredita e uccisa da tre cani vaganti
Cuori Randagi torna a chiedere un intervento per fermare il branco, già segnalato più volte per precedenti aggressioni
Non ce l'ha fatta la gatta aggredita da tre cani a Santarcangelo. A darne notizia l'associazione Cuori Randagi Odv di Rimini. Secondo quanto afferma l'associazione nella nota stampa, non sarebbe stato il primo caso di aggressione da parte dei tre cani.
La nota stampa di Cuori Randagi Odv
Nella giornata di ieri si è verificata l'ennesima aggressione di un animale ad opera di tre cani vaganti sul territorio di Santarcangelo di Romagna e San Vito. I cani, che risultano intestati ad una persona residente a Santarcangelo di Romagna, sono stati oggetto nel corso del tempo di innumerevoli segnalazioni perchè trovati vaganti sul territorio e si sono già resi responsabili di aggressioni a gatti ed a cani, anche quando questi ultimi erano accompagnati dai proprietari che li conducevano regolarmente al guinzaglio. Questa situazione è stata più volte segnalata da CUORI RANDAGI OdV agli enti preposti, senza che sia stata trovata una soluzione. I tre cani di grossa taglia, lasciati liberi di vagare sul territorio, costituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica e per la loro stessa incolumità, dal momento che girovagano su strade pubbliche anche interessate da elevato scorrimento di traffico e che non di rado sono stati visti attraversare la ferrovia. Siamo al corrente delle azioni già intraprese in sede legale da alcuni proprietari di gatti gravemente feriti dal branco, ma ora è necessario un cambio di passo da parte dell'amministrazione comunale, non soltanto in virtù della costante violazione del Regolamento di Polizia Locale relativa alla modalità di detenzione e custodia degli animali, e dalla violazione dell'art. 672 c.p. (omessa custodia) da parte dei proprietari di questi cani, ma soprattutto perchè la continua presenza di questo branco lasciato libero di aggredire, pone un problema di sicurezza e di incolumità pubblica al quale il Sindaco DEVE porre rimedio con l'emissione di un'Ordinanza contingibile ed urgente che eventualmente conduca al sequestro degli animali ed al loro affidamento a persone più responsabili ed in grado di gestirli. Ricordiamo che la giurisprudenza più recente ha individuato nel reato di uccisione di animali (544 bis c.p.) la fattispecie di cui si rende responsabile il proprietario del cane che, lasciato libero, uccide un altro animale se la condotta del proprietario è gravemente negligente o omissiva.
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