Polizia provinciale, Lipu Rimini attacca: “Chi tutela la fauna deve essere disposto ad abbatterla?”
Arianna Lanci, delegata di Rimini dell’associazione, critica il requisito della disponibilità all’uso delle armi da caccia per i piani di controllo della fauna selvatica
Arianna Lanci, delegata di Rimini della Lipu (Protezione Animali) critica la scelta di inserire, tra i requisiti per l'assunzione nei corpi di Polizia provinciale, "l'assenza di impedimenti all'uso delle armi da caccia finalizzato all'effettuazione dei piani di controllo della fauna selvatica" e anche non essere, sotto questo profilo "obiettori di coscienza".
"Ci chiediamo quindi - esordisce Lanci - chi svolge anche e soprattutto una funzione di tutela della fauna selvatica deve necessariamente essere disponibile ad abbatterla?". La Polizia provinciale, evidenzia, "ha ha compiti importantissimi di vigilanza ambientale, di contrasto al bracconaggio e di controllo dell'attività venatoria. Come può dunque la disponibilità all'uso delle armi da caccia per i piani di controllo diventare un requisito così rilevante in una procedura di selezione? Non solo, dopo la soppressione del Corpo forestale dello Stato, la provinciale è rimasta l’unica autorità pubblica con specialità faunistica. E se fino a qualche anno fa gli abbattimenti erano prevalentemente affidati a operatori del mondo venatorio, oggi assistiamo al coinvolgimento diretto dei corpi di polizia, come se la funzione degli agenti venisse sempre più assimilata a quella dei cacciatori".
Lanci chiede dunque alle istituzioni di aprire una riflessione: "All'interno di questi corpi (Polizia provinciale ndr), possono e devono trovare spazio anche competenze, sensibilità e professionalità orientate in via prioritaria alla ricerca di soluzioni non cruente nella relazione con la fauna selvatica".
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