Santarcangelo, scontro sul salario minimo: la Uil difende i contratti collettivi

Il sindacato: "Alla propaganda preferiamo i contratti"

A cura di Redazione Redazione
20 maggio 2026 16:31
Santarcangelo, scontro sul salario minimo: la Uil difende i contratti collettivi - Michele Bertaccini, Uil
Michele Bertaccini, Uil
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Dopo l’approvazione, nell’ultimo Consiglio comunale di Santarcangelo, della mozione dedicata al dumping contrattuale e al salario minimo, la UIL di Rimini interviene per chiarire la propria posizione nel confronto avviato con l’amministrazione sul rinnovo del protocollo appalti. Un intervento netto, che punta a riportare il dibattito sul terreno della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale.

Secondo l’organizzazione sindacale, prese di posizione “ideologiche” rischiano di indebolire la battaglia contro il dumping contrattuale, un fenomeno che – sottolinea la UIL – si contrasta solo attraverso strumenti concreti e verificabili. In linea con quanto sostenuto a livello nazionale dal segretario Pierpaolo Bombardieri, la UIL di Rimini ribadisce che la tutela reale dei lavoratori negli appalti pubblici passa dall’applicazione rigorosa dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

La sigla sindacale non esclude il tema del salario minimo, ricordando di aver contribuito alla direttiva europea in materia, ma rivendica con forza la centralità dei contratti collettivi: “Tra salario minimo e contratti – afferma la UIL – preferiamo certamente questi ultimi, perché garantiscono un sistema di tutele più ampio e strutturato rispetto alla sola componente salariale”.

Per il sindacato, il punto dirimente resta la lotta alla contrattazione pirata e la piena applicazione dei CCNL maggiormente rappresentativi, considerati l’unico argine efficace contro concorrenza sleale e compressione dei diritti. È su queste basi che la UIL intende proseguire il confronto con l’amministrazione comunale di Santarcangelo in vista del nuovo protocollo appalti.

Una posizione ferma, accompagnata da un avvertimento politico altrettanto chiaro: se l’obiettivo dell’amministrazione dovesse trasformarsi in una campagna di propaganda, la UIL non intende prestarsi. “Mettiamo da parte la propaganda e lavoriamo per ottenere risultati concreti”, è il messaggio che il coordinatore confederale Michele Bertaccini affida alla nota, ribadendo la disponibilità al dialogo solo su basi tecniche e sostanziali.

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