Scolaresca in un albergo "fantasma” a Rivazzurra: scattano denuncia e multa

Secondo gli accertamenti, i minori non erano stati comunicati all’Autorità di Pubblica Sicurezza e l’hotel presentava irregolarità anche sui dispositivi antincendio

A cura di Grazia Antonioli Redazione
02 aprile 2026 10:44
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C’erano 50 bambini di una scolaresca delle elementari ospitati in un albergo di Rivazzurra che, sulla carta, avrebbe dovuto essere chiuso da mesi e che presentava anche irregolarità nei dispositivi antincendio. È quanto ha scoperto la Polizia di Stato di Rimini nel corso di un controllo amministrativo, al termine del quale il titolare di due strutture ricettive è stato denunciato e sanzionato per oltre 7mila euro.

L’accertamento risale alla fine dello scorso febbraio, quando gli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Rimini hanno effettuato un’ispezione in una struttura alberghiera stagionale, la cui attività avrebbe dovuto cessare già alla fine di ottobre 2025. All’interno dell’hotel, invece, è stata trovata un’intera scolaresca di bambini.

Dagli approfondimenti è emerso che il proprietario disponeva anche di un secondo albergo, registrato con un altro nome e dotato di licenza annuale, ma che i minori erano stati sistemati proprio nella struttura stagionale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la loro presenza non era stata comunicata all’Autorità di Pubblica Sicurezza, come previsto dalla normativa.

Gli agenti hanno inoltre verificato che, per l’hotel stagionale, il titolare non aveva mai richiesto le credenziali per accedere al portale “Alloggiati Web”, necessario per registrare gli ospiti. Non solo: i bambini non risultavano registrati neppure nell’altra struttura.

Una situazione che, secondo la Polizia, ha fatto emergere il quadro di un vero e proprio “albergo fantasma”: una struttura formalmente chiusa, con ospiti non censiti e con diverse criticità sotto il profilo della sicurezza. Tra le irregolarità contestate figurano infatti anche la mancata manutenzione ordinaria dei dispositivi antincendio, come la revisione semestrale di estintori, manichette e porte tagliafuoco REI.

Per questo motivo il titolare è stato deferito in stato di libertà per la mancata comunicazione degli alloggiati e per l’omesso controllo dei sistemi di prevenzione incendi.

A suo carico sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per oltre 7mila euro, anche per aver proseguito l’attività ricettiva quattro mesi oltre il periodo consentito, in violazione della normativa regionale.

Restano ora in corso ulteriori verifiche per accertare se il cosiddetto “sistema dell’albergo fantasma” possa essere stato utilizzato anche per finalità di evasione fiscale, sia nei confronti dello Stato sia del Comune.

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