Scoperta archeologica nel cantiere della Casa di Comunità: "Ci sarà equilibrio tra i lavori e la valorizzazione dei reperti"
Scoperta archeologica nel cantiere della Casa di Comunità, l'intervento dell'amministrazione comunale
L’amministrazione comunale di Rimini commenta in una nota con toni entusiastici i ritrovamenti avvenuti nell’area del cantiere della nuova Casa di Comunità, in via Ovidio. “Siamo curiosi di conoscere le risultanze delle indagini, per capire se da questo ulteriore rinvenimento sarà possibile arricchire di nuovi dettagli il racconto di un territorio attraverso le epoche“, evidenzia l’amministrazione comunale.
“Un racconto – prosegue – che da tempo abbiamo posto alla base del percorso di sviluppo immaginato e delineato per la città, nella prospettiva che non ci sia un futuro solido se non si poggia sulla consapevolezza delle proprie radici e del percorso che ci ha condotto fino al presente”.
Scoperta archeologica nel cantiere: ipotesi oggetti risalenti all’epoca preromana
Secondo quanto appreso dalla Soprintendenza, gli oggetti scoperti potrebbero appartenere a un villaggio su palafitte di epoca preromana.
“Una scoperta che, se validata dagli esperti, rappresenterebbe un unicum per Rimini, offrendo così nuovi preziosi elementi di conoscenza per approfondire la storia di Rimini prima di Ariminum, prima cioè della fondazione nel 268 della colonia romana, andando così a confermare quanto in parte già documentato attraverso le testimonianze conservate al Museo della città rispetto alla frequentazione dell’uomo nel nostro territorio attraverso tutta l’epoca preistorica e protostorica”, sottolinea l’amministrazione comunale.
Questo ritrovamento, evidenziano con soddisfazione da palazzo Garampi, si aggiunge alle testimonianze già presenti nel Museo della città, che documentano la frequentazione dell’uomo nel territorio riminese durante l’epoca preistorica e protostorica.
Il Museo di Rimini, situato in via Tonini, ha una sezione dedicata all’arco temporale che va dal paleolitico all’età del ferro. Questo percorso storico inizia con segni della presenza dell’homo erectus sul colle di Covignano, risalenti a circa un milione di anni fa, e continua attraverso le diverse ere, rivelando l’evoluzione delle tecnologie e delle comunità umane che hanno popolato questa terra.
La ceramica, le selci scheggiate, gli oggetti in pietra, osso e metallo, nonché le tracce di antiche abitazioni, offrono un’immagine viva e tangibile delle vite delle persone che hanno abitato Rimini in epoche remote.
Scoperta archeologica nel cantiere: investimenti cruciali per il patrimonio culturale
L’amministrazione comunale ha sottolineato che l’investimento nella valorizzazione del patrimonio archeologico risulti cruciale per il futuro di Rimini. Questo impegno si riflette nella candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura per il 2026.
“Da una ventina d’anni a questa parte sono stati numerosi gli interventi di particolare rilievo volti a riconsegnare ai cittadini pezzi della propria storia”, evidenzia l’amministrazione comunale.
“Dall’apertura al pubblico del Domus del Chirurgo, ormai più di quindici anni fa, alla piazza sull’acqua, l’area archeologica del Teatro Galli, l’arena Francesca da Rimini, fino a quelle più recenti come il restauro dell’Arco d’Augusto, la riqualificazione dell’area archeologica del ponte romano di San Vito e che proseguirà ad esempio con la prossima realizzazione della nuova illuminazione del Ponte di Tiberio e con le ricerche che nel prossimo anno l’Amministrazione ha intenzione di affidare sull’area dell’anfiteatro romano”, sottolineano con soddisfazione da palazzo Garampi.
Il ritrovamento dei reperti in via Ovidio comporterà qualche rallentamento al cantiere della nuova Casa di Comunità. Ma l’amministrazione comunale confida che “i diversi soggetti coinvolti” sappiano trovare “la migliore soluzione per garantire equilibrio tra una eventuale valorizzazione dei reperti e il cantiere della Casa della Comunità, con l’auspicio di proseguire nei tempi con la realizzazione di un investimento che è strategico e fondamentale per il nostro territorio”.
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