Scoppia la guerra dei taxi: sammarinesi e romagnoli competono nella caccia al passeggero
Secondo le cooperative di Rimini, Riccione e Ravenna, sempre più taxi e Ncc con licenza di San Marino starebbero lavorando sulle strade della costa romagnola
Scoppia la guerra dei taxi sulla Riviera. Da una parte i tassisti romagnoli e dall'altra i sammarinesi, che competono nella caccia al passeggero. Lo riporta Il resto del Carlino Rimini.
Secondo le cooperative di Rimini, Riccione e Ravenna, sempre più taxi e Ncc con licenza di San Marino starebbero lavorando sulle strade della costa romagnola, togliendo clienti a coloro che hanno la licenza italiana.
E' stata dunque inviata una lettera all'Urat (Ufficio registro automezzi e trasporti) di San Marino, al Dipartimento Economia e Finanze del Titano e alle polizie stradali di Rimini, Riccione e Ravenna. A firmarla sono Taxi Riccione, Co.Ta.Ri. Rimini e Ravenna Uno.
Nell'esposto le cooperative sostengono che siano presenti sempre più mezzi con targa sammarinese sulla Riviera, offrendo servizi di trasporto con modalità simili a quelle italiane. Le cooperative ricordano che, secondo le indicazioni fornite negli anni dal Ministero dell’Interno e dagli organismi bilaterali tra i due Stati, i taxi sammarinesi non possono raccogliere clienti fuori dal territorio della Repubblica di San Marino. Per quanto riguarda gli Ncc, invece, i servizi sarebbero consentiti solo nei collegamenti da e verso San Marino, con specifiche procedure di prenotazione.
I tassisti della Riviera sostengono che i taxi sammarinesi non si limitino ad effettuare servizi da e per San Marino, ma che lavorino in maniera continuativa sul territorio nazionale. "Nessuno mette in discussione il diritto di effettuare servizi da e per San Marino, ma il problema nasce quando alcuni mezzi scendono stabilmente sul territorio italiano e lavorano come se avessero una licenza rilasciata dai Comuni della Riviera", afferma Stefano Pulazza, presidente della cooperativa taxisti riminesi. "Questi mezzi stazionano spesso nei luoghi dove c’è maggiore richiesta di trasporto: aeroporto, stazioni, alberghi, lungomare, Fiera, Palacongressi di Rimini, ma anche Riccione e Ravenna, compresa l’area del porto. Se un operatore sammarinese viene a prelevare una persona per portarla sul Titano o arriva da San Marino con un cliente, nessuno ha nulla da contestare. Il problema è quando l’attività diventa continuativa e si trasforma di fatto in un servizio svolto stabilmente nelle nostre città". Pulazza parla apertamente di concorrenza sleale. "Noi siamo soggetti a regole precise, controlli, tariffe e obblighi stabiliti dalla normativa italiana. Chiediamo semplicemente che le stesse regole vengano rispettate da tutti". Da qui l’appello alle autorità. "Abbiamo chiesto controlli alle forze dell’ordine e alle istituzioni competenti perché riteniamo sia necessario verificare che le norme vengano applicate correttamente. Ci rivolgiamo anche alle autorità sammarinesi affinché sensibilizzino gli operatori sul rispetto delle regole". Stando a quanto emerso, tuttavia, non mancherebbero nemmeno segnalazioni riguardanti la "presenza di tassisti italiani" che salgono sul Titano per prelevare passeggeri.
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