Scuola, a Rimini quasi 1300 precari: Cgil:"Organici insufficienti"

La Flc Cgil di Rimini contesta i dati del ministro Valditara: 413 posti Ata disponibili, ma solo 83 assunzioni stabili. E torna il nodo caldo da valutare

A cura di Redazione Redazione
09 settembre 2026 12:28
Scuola, a Rimini quasi 1300 precari: Cgil:"Organici insufficienti" - Marcella Dangelo
Marcella Dangelo
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A pochi giorni dal ritorno in classe, la scuola riminese riapre con un conto che per la FLC CGIL racconta una realtà diversa dagli annunci ministeriali: quasi 1.300 contratti a tempo determinato per i docenti e centinaia di posti ATA ancora da coprire. Il sindacato mette in fila i numeri e attacca la gestione degli organici alla vigilia dell'inizio delle lezioni.

Nel 2025/26 i contratti a termine per gli insegnanti erano stati 1.264. Per il nuovo anno scolastico il dato sfiora quota 1.300, mentre le operazioni di nomina sono ancora in corso a ridosso dell'apertura delle scuole. Una situazione che, secondo Marcella D’Angelo, segretaria generale della FLC CGIL Rimini, non può più essere considerata un fenomeno marginale.

"Il precariato è diventato una componente strutturale del funzionamento della scuola pubblica", sostiene D’Angelo, sottolineando soprattutto le conseguenze sul sostegno. Quando le cattedre vengono assegnate attraverso contratti a termine, osserva il sindacato, a risentirne è anche la continuità didattica degli studenti più fragili.

Il problema riguarda anche il personale ATA. Per l'avvio dell'anno risultano 413 disponibilità complessive nei tre principali profili, ma le immissioni in ruolo sono state 83. Gli assistenti amministrativi hanno 76 posti disponibili e 19 assunzioni, gli assistenti tecnici 24 posti e appena 2 ruoli, mentre per i collaboratori scolastici ci sono 313 disponibilità e 62 assunzioni.

Il risultato è che solo un posto su cinque è stato coperto con un'assunzione stabile. Restano 330 disponibilità che dovranno essere gestite attraverso le successive procedure di nomina, destinate a proseguire anche dopo l'inizio delle lezioni. "Sono numeri che parlano da soli", afferma D’Angelo, contestando l'idea di poter ridurre il personale senza conseguenze sulla qualità del servizio, sulla vigilanza e sulla sicurezza.

Secondo la FLC CGIL, a tenere in piedi le scuole sono quotidianamente dirigenti, docenti, DSGA e ATA, chiamati a compensare le carenze di organico. Ma il sindacato sostiene che non possa essere il senso di responsabilità del personale a diventare la risposta permanente alla mancanza di risorse e lavoratori.

Nel documento c'è poi un secondo fronte: quello delle temperature nelle aule. Il caldo di queste settimane, sostiene la FLC CGIL, non può essere considerato soltanto un disagio stagionale. "Aule surriscaldate, edifici con scarso isolamento e ventilazione insufficiente" vengono indicati come problemi che riguardano salute, sicurezza e condizioni di apprendimento.

Da qui la richiesta di intervenire sugli edifici scolastici con isolamento, schermature, ventilazione, raffrescamento ed efficientamento energetico. Per D’Angelo, la questione degli organici e quella delle strutture fanno parte dello stesso problema: garantire condizioni adeguate a chi lavora e studia nelle scuole riminesi.

La conclusione della FLC CGIL è netta: "La scuola pubblica non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno di stabilizzazioni, organici docenti e ATA adeguati, continuità sul sostegno, investimenti sull'edilizia scolastica".

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