Scuola, il sindacato lancia l'allarme: "Quasi 700 cattedre scoperte in Romagna"
187 cattedre vacanti nel Riminese, a Rimini posti scoperti sul sostegno sono 15
Quasi 700 cattedre rischiano di rimanere vacanti nelle scuole romagnole all'avvio dell'anno scolastico 2026-2027. A lanciare l'allarme è la Cisl Scuola Romagna, che chiede al Ministero dell'Istruzione un piano di assunzioni straordinario e tempestivo per evitare il ricorso massiccio alle supplenze.
Secondo i dati definitivi sulla mobilità del personale docente, nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini risultano complessivamente 691 posti ancora da coprire. Nel dettaglio, le cattedre vacanti sono 284 nel territorio forlivese e cesenate, 220 nel Ravennate e 187 nel Riminese.
La maggior parte delle disponibilità riguarda le cattedre comuni, pari a 535 unità, mentre 156 posti sono relativi al sostegno. A soffrire maggiormente è la scuola secondaria di secondo grado, dove mancano complessivamente 341 docenti.
Particolarmente delicata la situazione del sostegno nella scuola primaria. A Rimini i posti scoperti sul sostegno sono 15, un numero che supera ampiamente le sole tre cattedre comuni rimaste vacanti. A Forlì-Cesena, invece, le due tipologie di posti risultano sostanzialmente equivalenti, con 22 disponibilità ciascuna.
Le criticità riguardano anche gli istituti superiori, dove continuano a registrarsi difficoltà nel reperimento di insegnanti per le discipline tecnico-scientifiche. In tutta la Romagna risultano infatti carenti docenti nei laboratori di informatica, meccanica ed enogastronomia.
"I numeri della mobilità ordinaria ci dicono chiaramente che i meccanismi attuali non riescono più ad assorbire il turnover e a garantire la stabilità delle cattedre", afferma Alessio Gaudioso, segretario generale della Cisl Scuola Romagna. "Parliamo di quasi 700 posti scoperti in sole tre province. Di fronte a questo scenario chiediamo al Ministero immissioni in ruolo rapide, trasparenti e massive a partire dal prossimo primo settembre".
Secondo il sindacato, il rischio è quello di assistere ancora una volta a un avvio dell'anno scolastico segnato dall'incertezza e dalla ricerca di supplenti. "Le scuole romagnole non possono essere abbandonate per l'ennesima estate alla lotteria delle supplenze annuali", sottolinea Gaudioso, che chiede un intervento immediato del Ministero.
"La responsabilità di colmare queste carenze - conclude il segretario della Cisl Scuola Romagna - non può ricadere sui dirigenti scolastici, costretti ogni anno a inseguire i supplenti fino a inverno inoltrato, né sul personale già in servizio. A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli studenti e le loro famiglie".
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