Scuola, Marcello (FdI): “Un fondo regionale per l'italiano agli alunni neoarrivati”

Il consigliere regionale presenta una risoluzione per finanziare corsi di italiano e mediazione culturale. “Nessuno dei Comuni riminesi è stato finanziato dall'ultimo bando"

A cura di Redazione Redazione
13 ottobre 2026 11:21
Scuola, Marcello (FdI): “Un fondo regionale per l'italiano agli alunni neoarrivati” - Nicola Marcello
Nicola Marcello
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Un fondo regionale per aiutare gli studenti arrivati da poco in Italia a imparare la lingua e favorire l'integrazione delle loro famiglie. È la proposta avanzata da Nicola Marcello, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, che ha depositato una risoluzione in Assemblea legislativa per chiedere alla Regione Emilia-Romagna di introdurre in via sperimentale nuove risorse per l'accoglienza linguistica degli alunni neoarrivati, i cosiddetti NAI.

Al centro dell'iniziativa c'è anche la situazione del Riminese. Secondo quanto riferito da Marcello, infatti, nessun Comune della provincia è stato finanziato nell'ambito del secondo invito Fse+ dedicato ai giovani stranieri, un bando da oltre 1,2 milioni di euro rivolto ai Comuni con una popolazione compresa tra 10mila e 25mila abitanti. Dei 20 Comuni finanziati, sottolinea il consigliere, nessuno si trova nel territorio riminese, mentre sono rimasti esclusi anche i capoluoghi. «La conoscenza dell'italiano è la prima condizione per l'integrazione e per il diritto allo studio», afferma Marcello. Il consigliere richiama le misure introdotte dal Governo, tra cui l'assegnazione di docenti dedicati all'italiano come seconda lingua, con 67 posti previsti in Emilia-Romagna per l'anno scolastico 2026/2027, e gli interventi per favorire l'apprendimento linguistico degli alunni e dei genitori.

La proposta regionale nasce dalla necessità, secondo Marcello, di affiancare a questi strumenti un sostegno utilizzabile direttamente dalle scuole. Nell'anno scolastico 2023/2024, ricorda il consigliere citando i dati riportati nella risoluzione, gli istituti statali dell'Emilia-Romagna contavano 103.630 alunni con cittadinanza non italiana, pari al 19,68% del totale. Marcello richiama inoltre il divario nella dispersione scolastica tra studenti stranieri e italiani, citando le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione e del Merito secondo cui il fenomeno supera il 30% tra i primi, contro il 9,8% tra i secondi. «Intervenire subito sulla lingua significa prevenire l'abbandono», sostiene.

La risoluzione propone un fondo destinato alle scuole del primo ciclo e del biennio dell'obbligo, articolato in due ambiti. Per gli studenti sono previsti laboratori intensivi di italiano L2, materiali didattici e formazione degli insegnanti. Per le famiglie, invece, il sostegno dovrebbe riguardare la mediazione linguistico-culturale e l'orientamento nel sistema scolastico. Il documento chiede anche di supportare Comuni, servizi sociali e Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) nell'organizzazione di corsi di italiano per i genitori, valutare contributi per il trasporto scolastico e avviare un protocollo con l'Ufficio scolastico regionale per aggiornare ogni anno la mappatura degli alunni neoarrivati. È prevista, inoltre, una relazione annuale in Commissione sull'attuazione degli interventi.

L'obiettivo dichiarato è integrare le misure regionali con quelle nazionali e con le risorse europee già disponibili, evitando sovrapposizioni. «Non chiediamo sovrapposizioni ma complementarità», conclude Marcello, sollecitando la Giunta a intervenire «senza lasciare indietro territori come Rimini».

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