Scuola, Parma (Pd): “In provincia di Rimini 187 cattedre vacanti”. Conti: “Criticità note, ma servono interventi nazionali”
Nel question time in Regione Emilia-Romagna focus sulle carenze di organico tra posti comuni e sostegno, con particolare difficoltà nel riminese
“Nella provincia di Rimini risultano ancora vacanti e disponibili 187 posti tra insegnamenti comuni e posti di sostegno”. Parte da questi dati il question time di Alice Parma del Partito democratico che analizza gli esiti delle procedure di mobilità del personale docente per l'anno scolastico 2026/2027 da cui “emerge la permanenza di un numero significativo di posti vacanti e disponibili nelle istituzioni scolastiche dell'Emilia-Romagna, con criticità segnalate in diverse province, fra cui Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, sia sui posti comuni sia sui posti di sostegno”.
Parma sottolinea come “tale situazione interessi tutti gli ordini di scuole e si riscontri anche in altri territori regionali, con elementi di particolare criticità nel sostegno, dove nella scuola primaria riminese risultano scoperti 15 posti a fronte di soli 3 posti comuni vacanti, evidenziando una significativa difficoltà nel garantire il diritto all'inclusione scolastica”. Particolari carenze si evidenziano nel reperimento di docenti per laboratori di informatica, meccanica ed enogastronomia, discipline strategiche per il sistema formativo e produttivo regionale e per i distretti economici locali.
La consigliera dem interroga quindi la Giunta per sapere se sia a conoscenza di tale situazione e quali iniziative abbia già intrapreso o intenda assumere, attraverso l'interlocuzione con l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, il Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Governo.
A rispondere l’assessora alla Scuola Isabella Conti che ha rassicurato sul fatto che “siamo certamente a conoscenza delle criticità della provincia di Rimini e di altre realtà, e il tema delle difficoltà del reperimento dei docenti, soprattutto per il sostegno, lo seguiamo con grande attenzione. Si tratta di ambiti di competenza dello Stato e del Ministero ma ciò non significa che la Regione si consideri estranea perché tutto fa capo a un discorso più ampio di inclusione, presidio educativo e culturale. Più volte abbiamo fatto presente le problematiche al Ministero anche opponendoci al ridimensionamento o chiedendo il mantenimento degli organici e delle risorse necessarie. Il sostegno è un tema sempre più importante, anche per l’aumento costante di alunni con certificazioni, e abbiamo garantito nuovamente 18 milioni di euro a favore della continuità. La Regione ha depositato un ricorso alla Corte Costituzionale contro l'articolo 18, commi 4 e 5 del decreto legge 19 del 2026, nella parte in cui riserva determinati benefici alle sole Regioni che hanno adottato autonomamente il piano di dimensionamento scolastico 26-27, escludendo quelle in cui è intervenuto il commissariamento. È intollerabile perché si stanno facendo distinzioni e si va contro i principi costituzionali con una concezione verticale di potere che va a gravare sui cittadini. Occorre garantire a tutti gli studenti gli stessi diritti e le stesse opportunità altrimenti non possiamo dirci una Repubblica democratica”.
Parma si è detta soddisfatta per la risposta dell’assessora “che ha fornito un quadro più ampio delle attività dell’assessorato in cui giustamente si cerca un’alleanza strategica con chi amministra per trovare insieme soluzioni possibili, ma purtroppo a livello governativo non stanno svolgendo il proprio ruolo in modo adeguato. Quando mancano organici mancano una serie di servizi e quindi è giusto continuare a monitorare la situazione”.
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