Scuola, sindacato lancia l'allarme: "Nel Riminese vacanti 187 posti compreso il sostegno"
Uil Scuola Rimini: "Per risolvere la carenza di docenti e dare dignità al sostegno servono investimenti strutturali e una pianificazione chiara"
"Nella provincia di Rimini risultano ancora vacanti e disponibili ben 187 posti tra insegnamenti comuni e posti di sostegno. È un dato preoccupante che mette a nudo i limiti strutturali delle procedure di mobilità del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. Come sindacato rileviamo che le maggiori sofferenze si concentrano sul sostegno e sulle discipline tecnico-scientifiche e professionalizzanti. Questa cronica carenza non è solo un problema numerico, ma un ostacolo quotidiano che penalizza la continuità didattica e il diritto allo studio degli alunni, sovraccaricando di lavoro le segreterie e il personale in servizio". Così Costantino Scamperti, segretario generale della Uil Scuola Rimini, in merito alla gestione degli organici sul territorio.
"Al dramma delle cattedre scoperte si somma una gravissima mancanza di trasparenza da parte del Ministero: ad oggi, infatti, non sono ancora stati comunicati i contingenti e la reale ripartizione dei posti per i prossimi concorsi nelle varie province. Questa opacità costringe migliaia di docenti precari a vivere in una condizione di totale incertezza, senza poter pianificare il proprio futuro professionale. Non si possono bandire procedure concorsuali lasciando i candidati al buio sui posti effettivamente disponibili sul territorio", aggiunge.
Per la Uil Scuola Rimini, le decisioni centrali stanno scaricando l'intera pressione organizzativa sui lavoratori della scuola: "Siamo di fronte a un meccanismo penalizzante. Da un lato si impone dall'alto un dimensionamento scolastico che ignora le reali esigenze dei singoli istituti e toglie autonomia decisionale ai territori, dall'altro si escludono proprio le realtà locali da stanziamenti, risorse organiche e misure di supporto aggiuntive necessarie a gestire l'emergenza".
Il segretario Scamperti spiega la posizione del sindacato: "È una doppia beffa che ricade interamente sulle spalle del personale scolastico, costretto a lavorare in condizioni di perenne precarietà, e sulle famiglie".
"Come Uil Scuola Rimini - chiosa - ribadiamo che la qualità del sistema educativo passa inevitabilmente attraverso la stabilità dei contratti e la certezza dei posti. Per risolvere la carenza di docenti e dare dignità al sostegno servono investimenti strutturali e una pianificazione chiara, a partire dall'immediata pubblicazione dei dati provinciali del concorso. Il Ministero non può centralizzare le decisioni e poi lavarsi le mani quando si tratta di garantire i diritti contrattuali dei lavoratori e il corretto funzionamento delle nostre scuole".
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