"Studenti universitari e nuove imprese nei borghi dell'Alta Valmarecchia": anche così si arresta lo spopolamento

Gianmaria Zanzini (Confcommercio Rimini) chiede interventi fiscali, infrastrutturali e urbanistici per fermare spopolamento e desertificazione commerciale dei piccoli centri

A cura di Redazione Redazione
29 agosto 2026 06:00
"Studenti universitari e nuove imprese nei borghi dell'Alta Valmarecchia": anche così si arresta lo spopolamento -
Condividi

di Giulia Ceci

“Dal 2015 al 2025 i territori della Valmarecchia (che comprende i comuni di Casteldelci, Maiolo, Montecopiolo, Novafeltria, Pennabilli, Poggio-Torriana, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello e Verucchio) hanno subito grandi cambiamenti, per quanto riguarda la popolazione e l’economia locale. Complessivamente si è registrata una perdita di 882 residenti (-2.9%) e di 46 attività commerciali (-6.3%).” Questi sono alcuni dei dati riportati da Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio di Rimini, preoccupato per la situazione commerciale nei piccoli comuni della Valmarecchia.

Prosegue così il nostro approfondimento sulle attività commerciali del territorio, dopo aver ascoltato direttamente le opinioni dei commercianti di Novafeltria, Verucchio e Villa Verucchio. La situazione generale appare chiara grazie alle statistiche: il commercio al dettaglio è passato da 370 a 332 attività (-10.3%); il commercio all’ingrosso da 154 a 148 esercizi (-7.15%); le attività di alloggio sono aumentate da 20 a 23 (+15%) e infine la ristorazione è rimasta stabile, con 188 attività, ma se la componente straniera è cresciuta (+15 attività) quella italiana è diminuita (-15 attività).

“Questi dati appaiono agghiaccianti - afferma il presidente Zanzini - ed è evidente che sia necessario farsi qualche domanda e proporre delle soluzioni al problema.” Ed è proprio Zanzini insieme a Confcommercio a farsi carico del problema e a portare avanti nuove proposte: “In primis ritengo fondamentale promuovere l’istituzione di uno strumento a fiscalità agevolata sulla fattispecie delle Zone Economiche Speciali (ZES) per i 10 comuni e per le attività già presenti, ridurre la pressione fiscale locale, cedolare secca sugli affitti, intervenendo su Imu, Tari, canone per l’occupazione di suolo pubblico. Per fermare lo spopolamento non basta difendere le attività esistenti: bisogna creare le condizioni perché i giovani (under 40) scelgano di aprire una nuova impresa nei borghi. Servono quindi incentivi specifici per le nuove aperture, agevolazioni fiscali nei primi anni, contributi per l'avvio e il recupero dei locali sfitti, accesso facilitato al credito e un sostegno particolare a chi rileva attività destinate alla chiusura, e soprattutto un’unico sportello per il giovane che vuole aprire in Valmarecchia” .

Ciò che è stato davvero deleterio per le piccole attività commerciali è l’apertura in maniera sconsiderata dei grandi centri commerciali, operativi tutti i giorni da mattina a sera, avverte Zanzini: “Negli anni amministrazioni e istituzioni hanno favorito l’espansione della grande distribuzione, alimentando una concorrenza sempre più difficile da sostenere per le piccole attività commerciali. Sarebbe necessario rivedere anche l’art.31 del D.l Salva Italia, che nel 2011 ha liberalizzato completamente gli orari e le giornate di apertura degli esercizi commerciali, senza limiti di orario e senza obbligo di chiusura domenicale e festivi. Occorre quindi ripensare questo modello, magari riportando le aperture domenicali da quattro a due al mese. Ci vuole responsabilità da parte della politica, ma anche attenzione all’impatto sociale che queste scelte producono sui nostri territori.”

Nel 2023 sono stati registrati in Italia 1025 centri commerciali, 310 parchi commerciali e 30 factory outlet. “Il risultato è una crescente saturazione dei territori e un’offerta sempre più omogenea e standardizzata. In particolare, anche nel mio ruolo di presidente della Federazione Moda Italia regione Emilia-Romagna, posso ben dire quanto sia necessario regolamentare il commercio legato al tessile moda, specialmente per quanto riguarda gli outlet, che rappresentano una forma di concorrenza particolarmente difficile da sostenere per i negozi di prossimità.”

Questi sono alcuni degli aspetti per cui si rende necessario un intervento delle istituzioni, insieme al miglioramento dei collegamenti pubblici per raggiungere più facilmente i comuni dell’Alta Valmarecchia. “Per intervenire sullo spopolamento dei piccoli paesi, occorre puntare sugli studenti universitari del Campus di Rimini. Oggigiorno i costi degli affitti nella zona costiera e in città sono elevati e non tutti gli studenti possono permetterseli. Bisogna accordarsi con l’Alma Mater per promuovere gli alloggi nei borghi dell’entroterra, più accessibili, ripopolando i centri minori grazie ai giovani. Per farlo è però indispensabile garantire una mobilità efficiente."

Un ruolo importante lo giocano anche gli enti di formazione: "È fondamentale che sviluppino percorsi formativi strettamente collegati alle esigenze delle imprese del territorio, creando le professionalità oggi più difficili da reperire, come cuochi, camerieri e figure specializzate, che possano insediarsi proprio nei comuni dell’Alta Valmarecchia".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail