Settembre Insieme, a Rimini 315 bambini hanno partecipato alla sperimentazione
In Emilia-Romagna sono stati 8.005 i frequentanti, con 600 bambini con disabilità: la Regione punta a rendere il progetto strutturale dal 2027
Sono 315 le domande raccolte a Rimini e altrettanti i bambini che hanno frequentato le attività gratuite di “Settembre Insieme”, la sperimentazione avviata dalla Regione Emilia-Romagna per accompagnare le famiglie nel periodo tra la fine delle attività estive e l’inizio della scuola. Il progetto ha coinvolto bambini della scuola primaria con attività educative, sportive, culturali, ricreative e di socializzazione.
Il dato riminese rientra nei 9.253 iscritti complessivi registrati in Emilia-Romagna, con 8.005 bambini effettivamente frequentanti. Di questi, 600, pari al 7,5%, sono bambini con disabilità. La sperimentazione ha coinvolto 40 Comuni, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie.
L'esperienza, partita il 31 agosto e destinata a coprire le due settimane che precedono l'avvio delle lezioni, è stata pensata per offrire gratuitamente alle famiglie un sostegno nella gestione dei figli e, allo stesso tempo, creare occasioni di socialità e crescita.
Per la Regione, il primo bilancio è positivo e l'obiettivo è trasformare “Settembre Insieme” in una misura strutturale dal 2027, potenzialmente estesa a tutti i 330 Comuni dell’Emilia-Romagna. Il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola e alle Politiche per l’infanzia Isabella Conti hanno però sottolineato che il modello non sarà semplicemente replicato così com’è: nei prossimi mesi verranno analizzati risultati, criticità e modalità organizzative per capire come migliorarlo.
I numeri mostrano infatti differenze significative tra i territori. A Bologna sono state presentate 1.742 domande, con 1.323 bambini frequentanti; a Modena 1.545 domande e 890 frequentanti; a Forlì 763 e 755, a Ravenna 645 e 598. Piacenza registra 445 domande e 445 frequentanti, Parma 643 e 632, Reggio Emilia 743 e 730, Ferrara 250 e 196. Gli altri dati riguardano l’Unione Terre d’Argine, con 647 domande e 647 frequentanti, l’Unione della Romagna Faentina con 331 e 331, il Nuovo Circondario Imolese con 476 e 445 e l’Unione della Bassa Romagna con 443 e 433.
Secondo la Regione, le differenze devono essere lette anche alla luce delle diverse modalità con cui i Comuni hanno organizzato il servizio e gestito le iscrizioni. In alcuni territori, per esempio, le domande sono state chiuse una volta raggiunta la capacità disponibile.
Ora si apre il percorso per valutare l’esperienza e costruire la misura del 2027. Da metà settembre sarà proposto alle famiglie un questionario online, mentre a ottobre sono previsti focus group con Comuni ed enti locali, Terzo settore e mondo della scuola. A novembre è previsto un momento pubblico di restituzione, che servirà anche a definire le linee guida per il prossimo anno.
La Regione ha già confermato quindi la volontà di rendere strutturale il progetto, mentre il confronto dei prossimi mesi servirà a stabilire come organizzarlo e finanziarlo nel modo più efficace.
Martedì 15 settembre, intanto, riapriranno le scuole in tutta l’Emilia-Romagna.
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