Sicurezza e tassa di soggiorno, il comitato Rimini Sud chiede i conti al Comune
Nel mirino l'utilizzo dell'imposta per la sicurezza: "Quanto è stato investito e quali interventi sono stati finanziati?"
"Quanto dell'imposta di soggiorno viene destinato alla sicurezza e dove finiscono concretamente queste risorse?". È la domanda che il Comitato Rimini Sud torna a rivolgere all'Amministrazione comunale, dopo le recenti dichiarazioni dell'assessore alla Sicurezza Juri Magrini sul potenziamento della videosorveglianza e in occasione della presenza a Rimini del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Il tema era già stato sollevato dal Comitato lo scorso 25 agosto, quando era stata chiesta una quantificazione precisa delle risorse dell'imposta di soggiorno destinate alla sicurezza, insieme all'indicazione degli interventi e delle zone interessate, con particolare attenzione ai quartieri di Rimini Sud. "In quell'occasione avevamo chiesto non nuovi annunci, ma una programmazione verificabile e numeri precisi", ricorda il Comitato. Una posizione che, sottolineano, era stata espressa anche a febbraio, quando era stata accolta favorevolmente la possibilità prevista dalla normativa di destinare una parte del gettito alla sicurezza urbana, auspicando un utilizzo delle risorse anche per il rafforzamento della Polizia locale e del presidio del territorio.
Nel frattempo, la rete di videosorveglianza cittadina è ulteriormente cresciuta. Secondo i dati diffusi dal Comune, oggi sono attive 487 telecamere e 31 postazioni per la lettura delle targhe. L'Amministrazione ha inoltre annunciato la prosecuzione degli investimenti sul controllo del territorio.
Il Comitato dice di considerare positivamente gli interventi per la sicurezza, ma proprio per questo torna a chiedere di conoscere nel dettaglio l'impiego delle risorse. "Quanto del gettito dell'imposta di soggiorno è stato effettivamente destinato alla sicurezza e come sono state utilizzate queste risorse?", è la domanda rivolta al Comune. Nel dettaglio, il Comitato chiede di conoscere gli importi e gli interventi finanziati, dalla videosorveglianza al potenziamento della Polizia locale, passando per i servizi serali e notturni e il controllo del territorio. E soprattutto vuole sapere quale parte delle risorse abbia riguardato, o sia destinata a riguardare, Miramare, Rivazzurra, Marebello e Bellariva.
La questione si intreccia con una proposta avanzata dal Comune nel settembre 2025 proprio al ministro Piantedosi. Allora il sindaco Jamil Sadegholvaad aveva chiesto una modifica della normativa nazionale per consentire di utilizzare una parte dell'imposta di soggiorno anche per interventi legati alla sicurezza urbana. Da qui la nuova richiesta del Comitato: "Oggi che questa possibilità esiste, riteniamo quindi corretto conoscere quale utilizzo concreto ne sia stato fatto a Rimini".
Per il Comitato, la sicurezza deve essere affrontata attraverso la collaborazione tra Stato, Comune, Prefettura, Questura e Polizia locale. E una città turistica come Rimini, viene sottolineato, deve tenere conto non soltanto della popolazione residente, ma anche dei flussi turistici e delle esigenze legate alla presenza di visitatori. La richiesta finale è quindi quella di una rendicontazione semplice e trasparente: "Quanto del gettito dell'imposta di soggiorno è stato destinato alla sicurezza, come è stato speso e quali territori ne hanno beneficiato". "Non è una richiesta polemica, ma una richiesta di trasparenza", conclude il Comitato Rimini Sud. "Se la tassa di soggiorno può contribuire a rendere Rimini più sicura, cittadini, operatori economici e turisti devono poter conoscere quanto viene investito, come viene investito e dove".
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