Sicurezza in discoteca, Affronte: “Non è un costo, ma un valore. Lo Space investe sulla qualità dell’esperienza”
Il criminologo riminese Massimo Affronte racconta il nuovo approccio alla sicurezza nei locali della Riviera: “Prevenire è più importante che intervenire”
Le persone in discoteca notano le luci, gli show e la musica. Molto meno ciò che permette a tutto questo di funzionare senza problemi. Eppure, secondo Massimo Affronte, è proprio lì che si misura la qualità di un grande locale. Da quest'anno il criminologo e titolare dell'agenzia Hunter & McCall fornire la sicurezza anche allo Space, il locale del grupppo Cipriani che oggi rappresenta forse l'eccellenza della nighlife sulla riviera romagnola. Ad ogni evento la celebre discoteca schiera più di sessanta uomini, tra buttafuori, steward e addetti all'antincendio: un investimento corposo, non così frequente nel panorama del divertimento, che per Affronte racconta – meglio di tanti altri aspetti – anche una precisa filosofia imprenditoriale.
"La sicurezza non è un costo accessorio. È parte del valore del locale e dell'immagine che offre ai propri clienti. Lo Space ha scelto di investire anche su ciò che il cliente non vede immediatamente, ma che contribuisce in modo decisivo alla qualità della sua esperienza e del prodotto. È un approccio che dovrebbe far riflettere tutto il settore".
Il ragionamento è semplice: chi entra in un locale di alto livello cerca spettacolo, musica e divertimento, ma vuole anche sentirsi al sicuro. Per questo, secondo Affronte, la security non può più essere considerata un servizio "di contorno", bensì uno degli elementi che definiscono il prodotto. Una convinzione maturata in oltre trent'anni di esperienza e raccontata anche nel libro Safety & Security, pubblicato nel 2023 da Albatros Editore. Un volume che ripercorre l'evoluzione della figura del buttafuori, ormai lontanissima dagli stereotipi che hanno accompagnato il settore per decenni. "Oggi è una professione regolamentata. Servono corsi, patentino, aggiornamento continuo. Sotto questo aspetto il cambiamento è stato importante e necessario".
Ma per Affronte questo non significa rinnegare un passato che invece può ancora insegnarci tanto. "Se devo parlare d'istinto, credo che i buttafuori di trent'anni fa fossero mediamente più scaltri. Imparavano il mestiere sul campo, sviluppavano un intuito particolare e facevano questo lavoro perché ne erano appassionati. Oggi, senza voler generalizzare, capita che qualcuno lo scelga semplicemente perché lo considera un lavoro accessibile. È anche per questo che la formazione interna diventa fondamentale".
Una filosofia che Hunter & McCall ha trasformato nel proprio marchio di fabbrica. Accanto agli obblighi di legge, Affronte investe costantemente nella preparazione teorica e pratica del suo personale, convinto che la professionalità si costruisca soprattutto attraverso l'addestramento continuo e la capacità di prevenire le situazioni critiche prima ancora che degenerino. Ma anche il mondo della notte, osserva il criminologo, è cambiato profondamente. "Rispetto agli anni Novanta vedo molte meno risse e molta meno violenza all'interno delle discoteche. Oggi i problemi, semmai, si spostano all'esterno. È cambiata la società, ma credo che anche il nostro modo di lavorare abbia contribuito a questo risultato. Oggi l'addetto alla sicurezza è chiamato prima di tutto a osservare, dialogare e prevenire, non semplicemente a intervenire quando il problema è già esploso".
In questo percorso acquista sempre più importanza anche la distinzione tra security e safety. La prima riguarda la gestione dell'ordine pubblico e la tutela delle persone da comportamenti violenti, la seconda comprende tutto ciò che serve a garantire un ambiente sicuro: dalla prevenzione incendi ai controlli sugli impianti, fino ai piani di emergenza e di evacuazione. "Allo Space ho trovato una sensibilità molto forte anche su questo fronte. C'è grande attenzione alle verifiche preventive e alle procedure antincendio. Sono aspetti previsti dalla normativa, certo, ma non sempre vengono affrontati con lo stesso livello di attenzione. Qui, invece, fanno parte della cultura aziendale". Un'attenzione che, anche alla luce dei recenti episodi che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione, assume un valore ancora maggiore. Per Affronte il messaggio è chiaro: l'incolumità del pubblico non è soltanto un obbligo normativo, ma un elemento che contribuisce a costruire la reputazione di un locale. "Chi investe davvero nella sicurezza investe anche sulla propria immagine. Il cliente magari non si accorge di tutto quello che c'è dietro, ma percepisce quando un'organizzazione funziona. E questa, oggi, è una parte fondamentale della qualità del servizio".
26.0°