Sotto la minaccia di un coltello al bancomat: condannato per rapina e lesioni
Coltello alla gola e prelievi forzati: si chiude il processo per l'incubo vissuto dalla vittima
Si chiude con una condanna a 4 anni e 6 mesi di carcere il procedimento con rito abbreviato per una vicenda di rapina, lesioni e minacce. Il Gup del Tribunale di Rimini ha disposto anche un risarcimento di 8 mila euro alla vittima.
Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe costretto un conoscente, sotto minaccia di coltello, a prelevare denaro ai bancomat, accompagnando le richieste con aggressioni fisiche e minacce di morte. In un episodio, insieme a un complice, avrebbe anche fatto irruzione nell’abitazione della vittima.
La pena, inferiore agli oltre 11 anni richiesti dalla Procura, è stata ridotta per l’esclusione di un’aggravante e il riconoscimento delle attenuanti, ottenute dalla difesa dell’avvocato Andrea Guidi. Disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Diversa la posizione del coimputato, difeso dall’avvocato Guido Caparrini: prosciolto dall’accusa di violazione di domicilio, è stato però rinviato a giudizio per tentata violenza privata. Il processo inizierà a luglio. La parte civile era assistita dall’avvocato Leanne Arceci.
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