Spiagge: cresce l’ansia per la scadenza dei bandi e il rischio di contenziosi

Mancanza di decisioni da Roma e scadenza delle concessioni a fine anno preoccupano l’assessora al Demanio Roberta Frisoni e il senatore dei 5 Stelle Marco Croatti

A cura di Glauco Valentini Redazione
07 ottobre 2023 07:44
Spiagge: cresce l’ansia per la scadenza dei bandi e il rischio di contenziosi - Spiaggia di Rimini
Spiaggia di Rimini
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L’assessora al Demanio Roberta Frisoni ha espresso preoccupazione per la possibile apertura di un contenzioso con l’Europa e l’avvio di una procedura di infrazione, a causa della mancanza di novità da Roma sulla questione delle concessioni, in scadenza il 31 dicembre. Nonostante il Governo sia in carica da 13 mesi, non sono state prese decisioni chiare.

Il Comune di Rimini, nel frattempo, sta procedendo secondo il cronoprogramma stabilito, con l’obiettivo di presentare e approvare in giunta le linee d’indirizzo per svolgere le evidenze pubbliche entro il 31 dicembre.

Anche il senatore dei 5 Stelle, Marco Croatti, ha criticato i risultati della mappatura delle spiagge effettuata dal governo Meloni, definendoli una “farsa” per proteggere gli interessi a discapito dell’interesse dei cittadini. Secondo Croatti, una mappatura “seria” avrebbe dovuto chiarire quali tratti di arenile sono appetibili per fare impresa e quali zone non sono balneabili o sono rocciose e montuose.

L’ex Assessore al Demanio Critica le Richieste di Proroga

L’ex assessore al Demanio, Roberto Biagini, ha criticato le domande di proroga per il bando, sostenendo che tali richieste sono tentativi di mantenere i privilegi generazionali. Secondo Biagini, la scarsità deve essere interpretata in termini relativi e non assoluti, considerando non solo la quantità di bene disponibile, ma anche gli aspetti qualitativi e le potenzialità concorrenziali.

A Rimini, ad esempio, il 91% del demanio marittimo è in concessione e solo il 9% è in modalità libera. Questo fatto costituisce una barriera di ingresso per i potenziali nuovi operatori. Biagini sostiene che non esistono “zone potenzialmente ancora concedibili” rispetto a quelle già in concessione a Rimini.

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