Spiagge, "il bando-tipo non c'è: e le gare sono già state avviate nel 10% dei Comuni"

Legacoop Romagna accusa il Governo di ritardi sulle concessioni balneari: "Senza regole comuni ogni Comune rischia di muoversi per conto suo".

A cura di Redazione Redazione
29 agosto 2026 12:04
Spiagge, "il bando-tipo non c'è: e le gare sono già state avviate nel 10% dei Comuni" - Foto di archivio
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L'estate sta finendo, ma sulle concessioni balneari il quadro resta ancora da definire. Il bando-tipo nazionale promesso dal Governo non è arrivato e intanto i Comuni costieri hanno iniziato a muoversi: secondo Legacoop Romagna, circa il 10% degli oltre 600 Comuni costieri italiani ha già avviato una procedura di gara.

È questo il punto di partenza della presa di posizione diffusa da Legacoop Romagna e Federcoop Romagna, che tornano a chiedere al Governo indicazioni omogenee sul futuro delle concessioni.

Il quadro temporale, ricordano le cooperative, è già fissato. Il Consiglio di Stato ha stabilito la scadenza definitiva delle concessioni al 31 dicembre 2023, mentre il 30 settembre 2027 rappresenta il termine entro il quale dovranno essere effettivamente svolte le gare.

Nel frattempo, però, amministrazioni comunali e concessionari continuano ad aspettare. I primi devono preparare le procedure, mentre per i gestori degli stabilimenti balneari è in gioco il futuro delle attività e delle famiglie che vi lavorano.

Il Governo aveva annunciato da mesi un bando-tipo nazionale, pensato per fornire ai Comuni un quadro omogeneo di regole, insieme a un decreto ministeriale sui criteri per gli indennizzi.

La prima scadenza era stata indicata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini il 25 febbraio scorso, quando, rispondendo a un'interrogazione alla Camera, aveva annunciato l'adozione del bando "entro fine marzo". Il 23 luglio la promessa era stata nuovamente rinviata, questa volta "entro la fine del mese". Anche questa scadenza, sottolinea Legacoop, è passata senza l'arrivo del provvedimento.

Il testo sarebbe ancora fermo al passaggio in Conferenza Unificata, l'organismo che riunisce Stato, Regioni ed enti locali. Nel frattempo sono state diffuse in più occasioni slide con alcuni dei criteri previsti, ma, secondo Legacoop Romagna, senza arrivare al testo definitivo.

In Emilia-Romagna, nel frattempo, il confronto tra Regione, Comuni costieri, associazioni di categoria, balneari e cooperative è proseguito. Legacoop riconosce il lavoro svolto per arrivare a linee guida condivise e richiama alcuni dei punti considerati centrali per il modello turistico regionale.

Tra questi ci sono il riconoscimento dei servizi collettivi di salvamento e il ruolo dell'aggregazione cooperativa tra microimprese, considerata dalla cooperativa una delle caratteristiche del sistema balneare emiliano-romagnolo.

Il problema, però, è che il coordinamento locale rischia di non essere sufficiente senza una cornice nazionale. "Senza la sintesi di regole e scelte che compete al Governo", sostiene Legacoop Romagna, "è ormai certo che ogni Comune tenderà a muoversi in ordine sparso".

Da qui il nuovo appello al Governo e, in particolare, al ministro Salvini, indicato da Legacoop come responsabile del Tavolo di confronto nazionale.

La conclusione del comunicato sceglie l'ironia e prende in prestito una frase dei Righeira: "L'estate sta finendo e un anno, l'ennesimo, se ne va". Per Legacoop, questa volta, nella gestione delle gare per le concessioni balneari "manca" soprattutto il bando-tipo nazionale.

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