Spiagge, primi bandi in arrivo a Rimini: riguardano 27 aree di ombreggio

Per le restanti concessioni balneari l’obiettivo dichiarato è avviare le procedure nei prossimi mesi, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla legge

A cura di Riccardo Giannini Redazione
27 febbraio 2026 14:51
Spiagge, primi bandi in arrivo a Rimini: riguardano 27 aree di ombreggio - Ombrellone REPERTORIO
Ombrellone REPERTORIO
Condividi

Rimini segue la linea delle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. La decisione di palazzo Garampi si inserisce in un quadro giuridico complesso, segnato dalla sentenza del Consiglio di Stato che nel 2021 ha stabilito l’illegittimità della proroga automatica delle concessioni fino al 2033, in quanto in contrasto con il diritto europeo.

"Da allora le scadenze si sono susseguite: prima il termine del 31 dicembre 2023, poi l’ipotesi di uno slittamento al 2024, fino al 30 settembre 2027 fissato dal cosiddetto “Decreto Salva infrazioni” del 2024. Tuttavia restano ancora tasselli fondamentali mancanti: il decreto sui criteri di indennizzo per i gestori uscenti, atteso entro marzo 2025, non è stato emanato; così come non è arrivata la riforma del Codice della navigazione annunciata dal ministro Matteo Salvini entro la fine del 2025", evidenzia l'amministrazione comunale.

In questo scenario di incertezza, il Comune di Rimini ha deciso di procedere con le gare, come previsto dalla normativa europea e nazionale vigente. L’ente partecipa inoltre a un tavolo tecnico regionale avviato in Emilia-Romagna nell’ottobre 2025, con l’obiettivo di definire linee guida condivise tra tutti i Comuni costieri, così da garantire omogeneità e ridurre il rischio di contenziosi.

Il primo bando, di imminente pubblicazione, riguarderà 27 aree di ombreggio. Per le restanti concessioni balneari l’obiettivo dichiarato è avviare le procedure nei prossimi mesi, nel rispetto delle tempistiche fissate dalla legge.

L’amministrazione ha precisato che i criteri specifici delle gare non saranno anticipati nelle commissioni consiliari per ragioni di trasparenza e riservatezza della procedura. È già noto, tuttavia, che i bandi faranno riferimento alla legge 118/2022 e includeranno parametri legati alla sostenibilità economica, ambientale e sociale. Resta invece aperta la disponibilità al confronto sul metodo generale di gestione delle procedure.

A livello nazionale, il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 febbraio 2026 uno schema di decreto che prevede un bando-tipo nazionale, da definire entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Il testo, però, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo i Comuni sono chiamati a procedere autonomamente, con il rischio di soluzioni differenziate da territorio a territorio, ma con l’obbligo di attenersi alle disposizioni e alle scadenze previste dalle norme vigenti. Rimini, in questo contesto, sceglie di non attendere ulteriori rinvii e di avviare il percorso delle evidenze pubbliche.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail