Spiaggia di Rimini, Confesercenti: “Prima di aggregare le concessioni serve un modello chiaro”

Il presidente Fiba Fabrizio Pagliarani chiede al Comune di estendere la manifestazione di interesse anche alle micro-aggregazioni e di tutelare il tessuto delle imprese balneari

A cura di Redazione Redazione
10 settembre 2026 16:17
Spiaggia di Rimini, Confesercenti: “Prima di aggregare le concessioni serve un modello chiaro” - Riviera di Rimini ARCHIVIO
Riviera di Rimini ARCHIVIO
Condividi

Confesercenti interviene sul futuro delle concessioni balneari a Rimini, chiedendo al Comune di definire prima il modello di spiaggia e di impresa che si intende costruire e di ampliare la manifestazione di interesse anche alle micro-aggregazioni. L’obiettivo, spiega il presidente provinciale Fiba Fabrizio Pagliarani, è evitare che le scelte sulle future gestioni mettano a rischio il tessuto delle imprese balneari oggi presenti.

La nota di Confesercenti

Non siamo contrari alle aggregazioni, ma prima di decidere come aggregare le imprese occorre chiarire quale modello turistico-balneare vogliamo costruire e quale ruolo avranno le imprese che oggi rappresentano il tessuto economico della spiaggia.

La discussione sulle macro-aggregazioni delle concessioni balneari non può essere affrontata infatti soltanto come una questione di dimensione delle future gestioni. Siamo alla vigilia di un cambiamento epocale e prima di decidere come aggregare le imprese occorre chiarire quale spiaggia vogliamo per Rimini, quali servizi e quale modello imprenditoriale intendiamo costruire.

Questa è innanzitutto una responsabilità dell’amministrazione comunale, alla quale spetta la funzione di programmazione del territorio sulla base di una precisa idea di sviluppo. Il Comune lo ha fatto anche per la spiaggia attraverso il Piano dell’arenile. Non si può quindi lasciare che siano soltanto le manifestazioni di interesse degli operatori a determinare, di fatto, dove e come nasceranno le macro-aggregazioni.

C’è poi il tema del ruolo delle imprese oggi presenti sulla spiaggia. Si parla giustamente della necessità di tutelare le piccole imprese balneari familiari, ma dobbiamo essere coerenti: come potranno avere un ruolo nelle nuove gestioni se per realizzare le macro-aggregazioni sarà necessario rivolgersi a grandi investitori e reperire ingenti risorse? Il rischio è che proprio quel tessuto imprenditoriale che vogliamo tutelare finisca per scomparire.

Chiediamo quindi all'amministrazione comunale di governare il processo, definendo prima quale impresa balneare e quale modello gestionale si vogliono per Rimini, scongiurando il rischio di replicare quanto già visto in altre località, a partire da Jesolo, e di trovarci con una spiaggia standardizzata e omologata.

Un punto specifico riguarda la richiesta di manifestazioni di interesse avviata dal Comune. Se l’obiettivo è conoscere la domanda del mercato, perché raccogliere manifestazioni di interesse soltanto per le macro-aggregazioni e non anche per le micro-aggregazioni, che sono previste dal Piano dell’arenile? Sarebbe stato più opportuno verificare preliminarmente un'ipotetica carenza di interesse ad eseguire interventi in forma singola o micro-aggregata relativamente ai singoli tratti, e poi interrogare il mercato di riferimento rispetto a progetti di più ampia portata, e così eventualmente motivare la scelta, con il bando, di accorpare le concessioni esistenti. Solo un’indagine completa può dirci quale modello interessa realmente agli operatori”.

Per questo Confesercenti ha scritto al Comune di Rimini chiedendo di estendere la manifestazione di interesse anche alle micro-aggregazioni, così da avere un quadro più completo prima delle scelte definitive.

Servono investimenti e innovazione, ma anche esperienza, competenze e radicamento territoriale. Il futuro della spiaggia non può essere deciso soltanto dalla dimensione delle concessioni: deve partire da una scelta politica e urbanistica chiara sul modello di turismo e di impresa che Rimini vuole costruire.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail