Sportello antiviolenza a Miramare: ascolto, supporto e prevenzione contro la violenza di genere
Attivo ogni giovedì negli spazi dell’Anagrafe di piazza Decio Raggi, il nuovo presidio offrirà accoglienza alle donne e attività educative nelle scuole a partire da settembre 2026
Aprirà domani, giovedì 14 maggio, il nuovo sportello antiviolenza di Miramare, un presidio di ascolto e supporto rivolto alle donne che vivono situazioni di violenza o che cercano un confronto riservato con personale qualificato.
Lo sportello sarà attivo ogni giovedì dalle 9 alle 12 negli spazi dell’Anagrafe di piazza Decio Raggi 2 con la gestione del Centro antiviolenza comunale in collaborazione con l’Associazione Rompi il Silenzio.
Sarà presente un’operatrice dedicata, con competenze specifiche nel contrasto alla violenza di genere. Per fissare un appuntamento o chiedere informazioni è possibile scrivere a [email protected] oppure chiamare il numero 346 5016665 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.
Attività di prevenzione nelle scuole: al via da settembre 2026
Accanto al nuovo sportello, il progetto prevede anche un pacchetto di attività di prevenzione primaria rivolte alle giovani generazioni , con avvio previsto da settembre 2026 fino al 31 dicembre 2026.
Gli interventi – laboratori, incontri e percorsi di sensibilizzazione – saranno rivolti alle scuole secondarie di primo e secondo grado e saranno coordinati da Rompi il Silenzio, che curerà la programmazione delle attività.
«L’apertura dello sportello di Miramare – spiega l’Amministrazione comunale - rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della rete cittadina di contrasto alla violenza di genere. Portiamo un servizio riconosciuto e qualificato dentro un quartiere importante della città. Non solo, accanto al supporto diretto, investiamo nella prevenzione, soprattutto tra le più giovani e i più giovani. I progetti che partiranno nelle scuole da settembre sono un tassello fondamentale di un lavoro culturale più ampio, che vuole cambiare lo sguardo, i linguaggi e le relazioni. È così che si costruisce una città più consapevole, sicura e libera».
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