Start Romagna, appello contro l’evasione sui bus: “Servono più controllori”
Il consigliere: “Necessario rafforzare i controlli e contrastare i mancati pagamenti per evitare nuovi aumenti tariffari”
In merito al trasporto pubblico locale nel bacino di Rimini e più in generale nell’area romagnola servita da Start Romagna, interviene il consigliere comunale, che richiama l’attenzione sul tema dell’evasione dei titoli di viaggio e sulla gestione del sistema tariffario.
Le dichiarazioni del Consigliere comunale Gioenzo Renzi
Occorre contrastare l’evasione dei biglietti sugli autobus del trasporto pubblico di Start Romagna, con l’aumento adeguato dei controllori.
Con interrogazione consiliare della settimana scorsa, ho proposto che il Comune di Rimini, socio al 22% di Start Romagna, eviti di applicare rincari tariffari del +33% sui biglietti del trasporto pubblico (a copertura dei costi emergenziali del carburante di circa 200.000 euro mensili), utilizzando una quota dell’imposta di soggiorno, prevista quest’anno di 14 milioni di euro.
L’assessore Magrini ha risposto che tale proposta non risulterebbe “praticabile” per la presunta mancata concertazione, di cui non si era avuta notizia, con gli altri Comuni capoluogo soci di Start (Ravenna 24%, Forlì 17%, Cesena 16%) del bacino unico romagnolo.
Considerato che il trasporto pubblico è a servizio di studenti, lavoratori, pensionati, ma anche di turisti e congressisti, ed è coerente con la tutela della qualità ambientale, tale proposta era finalizzata ad evitare di scaricare, sulle fasce più deboli degli utilizzatori regolari, pesanti aumenti tariffari.
In tale occasione, al fine di garantire la sostenibilità economica del trasporto pubblico sul nostro territorio, ho ribadito la necessità di una drastica lotta all’evasione diffusa dei titoli di viaggio, che consentirebbe a Start di incassare milioni di euro, risorse utili per i costi di gestione e il miglioramento del bilancio, prima di ricorrere a finanziamenti pubblici o a rincari da scaricare sugli utenti regolari.
Nonostante i controlli e il contrasto all’evasione siano ancora inadeguati, nel 2023, 2024 e 2025 le sanzioni emesse hanno consentito di incassare ogni anno, nel bacino di Rimini, 1 milione di euro e in quello della Romagna 2 milioni di euro.
Sono tuttavia a dover evidenziare che nel 2023, secondo i dati aziendali, l’evasione ufficiale dei biglietti sugli autobus del bacino di Rimini è stata dell’11,65%, con un numero insufficiente di controllori e pochissime corse giornaliere controllate: al massimo 60, pari al 3% delle circa 1.800 corse giornaliere effettuate a Rimini.
Nell’area Romagna, invece, le corse giornaliere controllate sono state pari a circa l’1% delle 5.300 corse giornaliere effettuate.
In attesa di conoscere la percentuale di evasione dei titoli di viaggio per gli anni 2024 e 2025, ho chiesto che venga aumentato e adeguato il numero dei controllori (sia della società esterna FI.FA. Security sia interni di Start Romagna).
Un’ulteriore proposta per contrastare l’evasione potrebbe essere quella di introdurre l’obbligo di mostrare il titolo di viaggio al conducente all’ingresso dell’autobus (come accade a Londra e in altre capitali).
Vigilare sul corretto utilizzo del trasporto pubblico da parte di tutti gli utenti è necessario per contrastare ed eliminare definitivamente l’evasione sui titoli di viaggio, come avviene sugli autobus dei vettori privati che svolgono servizio di trasporto pubblico.
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