Suicidio medicalmente assistito, l’Emilia-Romagna approva la legge regionale

Definite procedure e tempi uniformi: previste una Commissione multidisciplinare e il parere del Comitato etico

A cura di Glauco Valentini Redazione
26 luglio 2026 08:26
Suicidio medicalmente assistito, l’Emilia-Romagna approva la legge regionale -
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L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che disciplina il percorso di accesso al suicidio medicalmente assistito, definendo procedure, tempi e criteri uniformi per tutte le aziende sanitarie del territorio. La norma non introduce un nuovo diritto, già delineato dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, ma regola le modalità di applicazione nell’ambito delle competenze regionali.

Potranno accedere al percorso le persone affette da una patologia irreversibile, con sofferenze ritenute intollerabili, dipendenti da trattamenti di sostegno vitale e pienamente capaci di esprimere una scelta libera e consapevole. La legge garantisce un’informazione completa sulle alternative terapeutiche, comprese le cure palliative, prevede la possibilità di revocare la richiesta in qualsiasi momento e assicura la gratuità dell’intero procedimento.

In ogni Area Vasta sarà istituita una Commissione di valutazione multidisciplinare (CoVaM), composta da specialisti di diverse discipline, tra cui medici legali, anestesisti, esperti di cure palliative, psichiatri e psicologi. Il paziente potrà inoltre coinvolgere il proprio medico di fiducia. Il percorso prevede sopralluoghi, colloqui con i familiari e il parere non vincolante del Comitato regionale per l’etica clinica, mentre il personale sanitario aderirà esclusivamente su base volontaria.

All’indomani dell’approvazione, il presidente della Regione Michele de Pascale ha ribadito che la legge «non introduce nuovi diritti», ma mira a garantire criteri omogenei e trasparenti nell’applicazione delle disposizioni già riconosciute dall’ordinamento. De Pascale ha inoltre sottolineato l’importanza del confronto rispettoso su un tema così delicato e ha ribadito la priorità di rafforzare ulteriormente la rete delle cure palliative, affinché ogni persona possa compiere eventuali scelte con piena consapevolezza e dopo aver ricevuto tutta l’assistenza e le alternative terapeutiche disponibili.

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