Supplenze scuola, il Tribunale di Rimini boccia l’algoritmo Gps: precario ottiene incarico e risarcimento

Riconosciuto il diritto alla supplenza annuale e al recupero del punteggio

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 15:12
Supplenze scuola, il Tribunale di Rimini boccia l’algoritmo Gps: precario ottiene incarico e risarcimento - Insegnante REPERTORIO
Insegnante REPERTORIO
Condividi

Dal Tribunale di Rimini arriva una pronuncia destinata a fare giurisprudenza sul fronte delle supplenze scolastiche e del funzionamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (Gps), il sistema informatizzato utilizzato per l’assegnazione degli incarichi a tempo determinato nella scuola pubblica.

Il giudice ha riconosciuto il diritto di un docente precario alla supplenza annuale che gli era stata negata, oltre al conseguente recupero del punteggio e al riconoscimento delle differenze retributive non percepite. Al centro della decisione, il meccanismo di assegnazione automatizzata degli incarichi, che avrebbe escluso l’insegnante pur collocato in posizione utile in graduatoria, attribuendo invece supplenze a candidati con punteggio inferiore.

Secondo quanto ricostruito nella sentenza, il sistema avrebbe prodotto una distorsione nella gestione delle convocazioni, non garantendo la corretta rivalutazione del docente nei turni successivi e arrivando a considerarlo, di fatto, rinunciatario per non aver espresso tutte le preferenze disponibili. Una lettura ritenuta illegittima dal giudice, che ha invece ribadito la centralità della posizione in graduatoria come criterio ordinante per l’assegnazione degli incarichi.

Sul caso interviene anche il sindacato. “La sentenza di Rimini mette nero su bianco ciò che denunciamo da tempo: non è accettabile che un algoritmo, gestito senza le necessarie garanzie, finisca per calpestare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, afferma Luca Battistelli, segretario regionale di CISL Scuola Emilia-Romagna.

“La graduatoria deve restare il criterio guida, altrimenti si crea un sistema ingiusto e opaco. Non è solo una vittoria individuale – aggiunge Battistelli – ma un risultato che riguarda tutto il personale precario della scuola. Significa affermare con chiarezza che chi ha più titoli e più esperienza non può essere scavalcato da chi ne ha meno per effetto di un meccanismo automatico mal concepito”.

Il caso riaccende il dibattito sulle criticità del sistema informatizzato di assegnazione delle supplenze, più volte contestato per rigidità procedurali e possibili effetti distorsivi nella gestione delle chiamate.

“La precarietà non può diventare una condizione di minor tutela – conclude il sindacalista –. Continueremo a difendere, in ogni sede, il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione e al riconoscimento professionale. Perché nella scuola pubblica la qualità passa anche dal rispetto di chi ogni giorno la tiene in piedi”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail