Tagli del governo ai Comuni, sindaco di Rimini: "Non aumenteremo le tasse, ma a bilancio 2 milioni in meno"
Il sindaco di Rimini Sadegholvaad commenta la manovra finanziaria del Governo
È il bilancio il tema dell’ultimo intervento del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad.
Mentre il Governo sta varando la manovra finanziaria, a palazzo Garampi stanno lavorando sul bilancio del biennio 2024-2026.
Governo che, evidenzia Sadegholvaad, applica “tagli occulti che incidono sui conti e servizi locali: c’è chi beve il caffè e poi lascia il conto da pagare a chi entra dopo nel bar”. Così, “ogni sindaco si trova dunque costretto a far quadrare i conti, cercando di non caricare la disinvoltura governativa sui propri cittadini”.
Il Comune di Rimini nel 2024 a bilancio si troverà 2 milioni e 300.000 euro in meno rispetto alle previsioni. Nel dettaglio mancheranno 500.000 euro di contributi statali, 650.000 euro di minori entrate da addizionale comunale Irpef, in base alla rimodulazione degli scaglioni di reddito, inoltre il Comune affronterà una spesa di 1 milione e 300.000 euro per l’adeguamento degli stipendi all’inflazione senza che questo aumento sia coperto da risorse statali.
Il sindaco rassicura la cittadinanza: “nessun aumento tributario”, garanzie di “tenuta sociale“, risorse messe a bilancio per la scuola e per fronteggiare l’emergenza abitativa, in più “risorse straordinarie per sostenere il comparto e l’occupazione in ambito turistico e culturale, assunzione di 30 nuovi agenti di Polizia locale per elevare il livello di sicurezza e controllo in città”. E non mancheranno gli investimenti sulle opere pubbliche.
Ogni Comune comunque “dovrà finanziarsi autonomamente” e dal Governo, accusa Sadegholvaad, c’è un atteggiamento da “scaricaribarile”. “Non cambia questo atteggiamento e cioè fare e produrre tagli senza neanche confrontarsi preventivamente con gli enti locali che, dal punto di vista istituzionale, hanno sempre dato e dimostrato collaborazione, facendo sacrifici e tirando la cinghia quando il Paese e la situazione critica lo richiedevano”.
“I sindaci d’Italia – chiosa Sadegholvaad – adesso sono sul piede di guerra. Ma è possibile che ogni volta sia così?”.
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