Taglio del nastro a Novafeltria per il nuovo centro intergenerazionale
Un centro per ritrovarsi: inaugurato il “Majolo Cucci”
Alla presenza del vescovo Domenico Beneventi e del sindaco Stefano Zanchini, il Comune di Novafeltria ha inaugurato il nuovo Centro di Aggregazione Intergenerazionale “Majolo Cucci”, uno spazio pensato per rispondere a un bisogno sempre più diffuso nella società contemporanea: quello di contrastare la solitudine e il ritiro sociale.
"In un’epoca caratterizzata da una connessione digitale costante, ma spesso povera di relazioni autentiche - spiega l'Amministrazione comunale - il nuovo centro si propone come luogo fisico di incontro e condivisione. Qui cittadini di tutte le età potranno ritrovarsi, dialogare, guardarsi negli occhi e costruire relazioni significative. L’obiettivo è offrire un ambiente accogliente dove sviluppare attività comuni come laboratori, hobby, piccoli spettacoli, corsi, ginnastica dolce, cineforum e iniziative culturali e ricreative".
L’Amministrazione comunale ha espresso particolare soddisfazione per la realizzazione del progetto, sottolineando come il centro non rappresenti soltanto uno spazio pubblico, ma soprattutto un’idea di comunità. Il “Majolo Cucci” nasce infatti con l’intento di favorire l’incontro tra generazioni: da un lato chi custodisce la memoria storica, le competenze e le tradizioni del territorio, dall’altro chi ne rappresenta il futuro. Un vero e proprio passaggio di testimone, capace di mantenere vive le radici locali attraverso il dialogo tra giovani e meno giovani.
Il centro, aperto e accessibile alla cittadinanza, è stato affidato alla gestione della Pro Loco di Novafeltria, realtà che da sempre collabora attivamente con il Comune nella promozione e valorizzazione del territorio. L’Amministrazione ha inoltre invitato la comunità a sostenere e far crescere l’associazione, anche attraverso l’adesione e la partecipazione attiva.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla famiglia Battistini, proprietaria dell’immobile, nonché agli operai e ai tecnici comunali che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. Il nuovo centro si presenta così come un investimento non solo infrastrutturale, ma soprattutto sociale e culturale, destinato a rafforzare il senso di comunità e appartenenza del territorio.
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