Teatro Galli di Rimini, in scena “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo

Dal 20 al 22 febbraio, la commedia esplora la pazzia tra comicità farsesca e riflessione sulla normalità

A cura di Grazia Antonioli Redazione
19 febbraio 2026 10:24
Teatro Galli di Rimini, in scena “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo - Ph Giulia Cher
Ph Giulia Cher
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La Stagione di Prosa del Teatro Galli di Rimini prosegue nel fine settimana con Ditegli sempre di sì, una delle commedie più originali di Eduardo De Filippo, nell’adattamento diretto da Domenico Pinelli, attore alla sua prima vera esperienza da regista. In scena da venerdì 20 a domenica 22 febbraio (venerdì e sabato ore 21, domenica ore 16), lo spettacolo pone al centro una materia estremamente affascinante che Eduardo studiò a lungo, la pazzia, tra comicità farsesca e riflessione sul concetto di normalità.

L'opera ruota attorno alla figura di Michele Murri - interpretato dallo stesso Pinelli - un uomo appena dimesso dal manicomio: educato, lucido, metodico con la mania della perfezione. Incapace di cogliere l’ironia e privo di filtri, Michele prende tutto alla lettera e confonde desideri e realtà, esasperando la logica fino al paradosso. Tornato a casa dalla sorella si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera?

Realizzato da una compagnia di giovani attori che ha raccolto l'entusiasmo del pubblico e i favori della critica, la nuova messa in scena diretta da Pinelli, propone una versione fresca, ma rispettosa della tradizione, proponendosi come un omaggio sentito a uno dei grandi maestri del teatro italiano, di cui nel 2024 si è celebrato il quarantennale dalla sua scomparsa.

L’obiettivo è andare oltre – scrive Domenico Pinelli nelle note di regia - Trasformare questa ‘farsa’ in vero e proprio ‘dramma’. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se ‘persone” – attori di questa vicenda”.

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