"Terrorizzata, al buio e colpita da 29 coltellate": la durissima requisitoria sul delitto Paganelli

Il pm in aula: "Pierina uccisa brutalmente da una persona che conosceva"

A cura di Glauco Valentini Redazione
18 maggio 2026 13:49
"Terrorizzata, al buio e colpita da 29 coltellate": la durissima requisitoria sul delitto Paganelli -
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Si avvia verso la conclusione il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, con l’inizio della requisitoria del pubblico ministero Daniele Paci nel procedimento che vede imputato Louis Dassilva.

L’udienza si è svolta nell’aula D del tribunale per un problema tecnico all’aula Falcone-Borsellino. Intanto, dopo il via libera iniziale alle riprese audio-video in aula, la difesa di Dassilva si è opposta: sarebbe stato lo stesso imputato, dopo un confronto con i legali Riario Fabbri e Andrea Guidi, a negare il consenso.

In apertura della requisitoria, il pm ha ricordato Pierina Paganelli come “una donna amorevole e forte”, sottolineando la brutalità dell’omicidio: “Non meritava di morire terrorizzata, al buio, con 29 coltellate, da una persona che conosceva”.

Secondo l’accusa, Dassilva avrebbe mentito fin dall’inizio, anche su dettagli personali, e il movente sarebbe legato alla relazione extraconiugale con Manuela Bianchi. Per il pm, Pierina era pronta a scoprire la verità e questo avrebbe messo a rischio la stabilità costruita da Dassilva in Italia, compreso il sostegno economico alla sua famiglia in Senegal.

Tra gli elementi indicati dall’accusa ci sono abiti “troppo puliti” la sera del del delitto, la presunta simulazione della zoppia, il mancato ritrovamento del Dna spiegato con una cattiva conservazione dei reperti e le dichiarazioni di Manuela Bianchi, considerate riscontrate da dati tecnici e perizie.

Il pm ha inoltre escluso definitivamente la pista alternativa dei fratelli Bianchi: “Non è mai esistita, lo dicono le indagini”.

Aggiornamento ore 15.15

Come riporta l'Ansa, il Pubblico Ministero rivolgendosi ai giurati popolari ha spiegato come il loro compito sia quello di decidere in nome del popolo italiano "al di là di ogni ragionevole dubbio perché anche questo Pm è convinto che siano meglio cento colpevoli fiori che un innocente in carcere". Con un'impronta decisamente garantista Paci ha introdotto quelli che sono gli indizi che per la Procura portano tutti a Louis Dassilva. Primo fra tutti il movente. "Nel processo indiziario anche il movente è un indizio, Dassilva ha ucciso Pierina perché non voleva che la moglie scoprisse la sua relazione extraconiugale con la nuora Manuela Bianchi.

Dassilva - ha aggiunto - lo ha fatto per non perdere la vita che si era costruito in Italia dopo aver attraversato il deserto del Mali, passato le torture delle carceri libiche e dove era stato costretto a lottare per la sua vita". Per il Pm, quindi, Dassilva ha ucciso Pierina per se stesso e "per la sua famiglia che manteneva in Senegal". Se la moglie Valeria Bartolucci lo avesse scoperto avrebbe perso tutto. La requisitoria proseguirà nel pomeriggio e si chiuderà probabilmente con una richiesta di ergastolo. Poi sarà la volta delle difese delle parti civili.

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