Tesoro illecito a Riccione: ville e Ferrari sequestrati a ex bodybuilder accusato di truffare un'amica disabile per 2 milioni

Case di prestigio, una Ferrari personalizzata e denaro in contanti sottratti dalla Guardia di Finanza

A cura di Glauco Valentini Redazione
30 luglio 2023 08:56
Tesoro illecito a Riccione: ville e Ferrari sequestrati a ex bodybuilder accusato di truffare un'amica disabile per 2 milioni - Una Ferrari 488 spider
Una Ferrari 488 spider
Condividi

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Milano, ha effettuato un impressionante sequestro per un valore superiore ai 2 milioni di euro ai danni di Mauro Rozza, ex campione italiano di body building. Questo tesoro comprendeva dodici immobili situati tra Milano e Riccione, quattro auto di lusso (tra cui una Ferrari 488 Spider con targa personalizzata “Money” della Repubblica di San Marino), 750mila euro in contanti custoditi in una cassetta di sicurezza e sei orologi di valore.

Il sequestro è avvenuto in seguito alle accuse di peculato, autoriciclaggio e frode informatica rivolte a Mauro Rozza, sua madre Antonia Maria Rosa Meanti e suo padre Sergio Rozza. I tre sono stati accusati di aver spolpato il patrimonio di un’amica di famiglia, una donna invalida al 100% a causa di gravi problemi psichici, costretta a vivere in una comunità protetta da ben trent’anni.

L’inchiesta è partita da un esposto presentato nel febbraio del 2022 dal Banco Bpm, che aveva segnalato movimenti sospetti di denaro compiuti tra il 2011 e il 2021 dalla madre di Rozza, Antonia Maria Rosa Meanti, amica di lunga data della vittima. L’indagine ha rivelato una sistematica appropriazione di somme di denaro da parte di Meanti, con la complicità del marito e del figlio Mauro. In totale, la somma sottratta ammontava a un milione e 400mila euro.

Con questi fondi illecitamente ottenuti, Mauro Rozza avrebbe acquistato una serie di immobili sia a Milano che nella Perla, località di Riccione, oltre a permettersi viaggi di lusso e una collezione di preziosi orologi. La Ferrari 488 Spider, pur essendo intestata a un terzo residente a San Marino, è stata acquistata con un bonifico dal padre di Rozza, utilizzando denaro prelevato dal patrimonio della vittima.

L’inchiesta ha rivelato uno stile di vita sfarzoso e ingiustificato rispetto alle fonti di reddito dichiarate da Mauro Rozza, che aveva trascorso quattro anni in un ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova) dopo l’omicidio della moglie, per cui era stato assolto per totale incapacità di intendere e volere.

Con questo maxi-sequestro, le forze dell’ordine hanno svelato l’ultima macchinazione di Mauro Rozza, una truffa a conduzione familiare per arricchirsi illegalmente sfruttando la posizione di favore della madre rispetto all’amica disabile.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail