Theatro Mirabilia a Mondaino: presentata l’opera tra arte, simbolismo e viaggio iniziatico

Alla Dimora RIBO104 l’anteprima del progetto di DCDedalus: un’opera tra alchimia, numerologia e archetipi contemporanei, con l’intervento della storica dell’arte Ilaria Rossi

A cura di Michela Alessi Redazione
23 giugno 2026 15:46
Theatro Mirabilia a Mondaino: presentata l’opera tra arte, simbolismo e viaggio iniziatico -
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La presentazione dell’Opera si terrà in anteprima presso la Dimora RIBO104 a Mondaino (RN). Durante l'incontro, la storica dell’arte Ilaria Rossi approfondirà l’opus di DCDedalus, tracciando i riferimenti con la tradizione iconografica nella storia dell’arte e comparandone l’architettura simbolica a quella estetica contemporanea.

Descrizione dell'Opera

Theatro Mirabilia è un'Odissea, un viaggio senza luogo e senza tempo nel labirinto dell’oblio che accompagna il pellegrino/lettore in un continuo passaggio dalle Tenebre alla Luce, dal luogo più oscuro dell’anima al sacro “Assoluto”.

Emblemi, arcani ed enigmi risuonano e si riflettono nell’osservatore, spingendolo a confrontarsi con le proprie paure e ambizioni.

Un viaggio per immagini che trascende il mero concetto di libro per configurarsi come un Theatro della Memoria contemporaneo. L’opera si propone come un vademecum per un viaggio all’interno della propria Notte Buia, un Mirabilia che svela e apre la via per esplorare le tenebre più oscure e luminose del labirinto. Un procedere nell’oscurità fino al termine della Notte, alla cerca del “Sole dimenticato”.

La struttura dell’opera

L’opera è strutturata in tre atti, suddivisi in 33 arcani (+1):

  • Inferno/Paradiso: Il grande principio di trasformazione, l’ingresso nelle paure profonde e dell'inconscio; è la dualità che attraversa la Notte per presentare i Demoni che ora non incutono più timore.

  • Giardino delle Delizie: Accoglie nella trasgressione, la lussuria e l’abbandono ai sensi: è una “licenza di eccesso” che attraversa gli estremi, portando con sé il potenziale della liberazione o anche il rischio dello smarrimento dionisiaco.

  • Splendor Solis: La metamorfosi finale dove ogni inganno si annulla, il velo si alza e la ragione cede il passo alla vera destinazione.

  • Il +1: L’incontro al centro del labirinto tra Dedalus, il Daimon e il Sole che rivela il Leone Rosso e il vero significato di questa avventura: il Ritorno.

Il protagonista e la sua guida

Dedalus non esiste ancora, ma allo stesso tempo esiste da sempre. Dedalus è il pellegrino ancora all'oscuro del suo destino, che intraprende la discesa nelle profondità del nero velluto della notte buia. Accanto a lui danza il Daimon, in una danza macabra tra luce e ombra: guida silenziosa, inesorabile e impietosa che custodisce, conduce e rivela il destino in questo viaggio al termine della notte.

Dedalus è l’errante, il cercatore che con il silenzio, il coraggio e il perseverare dell’intento possiamo accompagnare nella sua stagione all’inferno fino al centro e al ritorno dal profondo. Tutto si oscura per poter tornare a risplendere in un cammino esplorativo dove l’esterno riflette l’interno del pellegrino; ora il nero non fa più paura, il grande segreto del Leone Rosso si è rivelato al lettore che persevera.

Caratteristiche tecniche e artigianali

Theatro Mirabilia è un'opera curata in ogni dettaglio come il viaggio personale che rappresenta:

  • Architettura: progettazione basata su rigorosi schemi di numerologia sacra e riferimenti alchemici e simbolici, volta a equilibrare il caos dell'inconscio

  • Formato: 20 x 28 cm

  • Pagine: 132

Supporti di stampa (Fine Art)

  • Carta Awagami Bamboo: un supporto d’eccellenza che unisce l'antica sapienza giapponese alla sostenibilità, con un’intensità vellutata e una durata museale senza tempo

  • Carta Unryū: “carta nuvola di drago”, un'opera d'arte nella materia, con lunghe fibre visibili di gelso (kozo) che fluttuano sulla trama irregolare, in una dimensione tattile che emoziona

  • Confezione: copertina cartonata in pelle con rilievo e rilegatura artigianale eseguita a mano con capitelli cuciti

Relatori

Ilaria Rossi – Storica dell’Arte

Ilaria Rossi (1975), laureata e specializzata in Storia del disegno, dell’incisione e della grafica presso l’Università degli Studi di Bologna. Ha collaborato con il Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca di Bologna e con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, occupandosi, fra l’altro, del progetto di ricerca Euploos (iniziativa di catalogazione digitale nata per valorizzare e rendere accessibile il patrimonio di disegni e stampe degli Uffizi).

Ha partecipato all’organizzazione di mostre; negli ultimi anni le sue ricerche si sono indirizzate sull’arte contemporanea e orientale. Cura da diverso tempo una rubrica sulla rivista d’arte “ARTeDOSSIER” della casa editrice Giunti.

Da diversi anni affianca come storica dell’arte DCDedalus (Davide Conti) nel progetto “Modern Paintings” e Theatro Mirabilia.

DCDedalus – Autore • Artista visivo • Scrittore

DCDedalus (Davide Conti, Bologna, 1970). Il suo percorso affonda le radici in una costante contaminazione tra scrittura, arti figurative, graphic design e una fotografia non convenzionale. Prima Maestro d’Arte a Bologna, poi diplomatosi all’Accademia di Belle Arti e borsista presso il Collegio Artistico Venturoli, ha eletto Misano Adriatico a proprio laboratorio di fusione, pur mantenendo un legame indissolubile con le radici bolognesi.

Come un amanuense contemporaneo che rigetta il rumore e il consenso a favore della ricerca, la sua intera produzione è guidata da un preciso disegno astrale, un cerchio teso tra la fluidità onirica e sensitiva del suo sentire (Fondo Cielo e Luna in Pesci, accompagnati da un magnetico Ascendente Scorpione con Nettuno in prima casa) e il rigore chirurgico, metodico e artigianale con cui incide la materia (Medio Cielo, Plutone e Punto Fortuna in Vergine). In questo equilibrio, fotografia e parola scritta diventano vasi comunicanti di un unico, simbolico ed enigmatico racconto visivo.

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